ottobre, 2019

30ott0:000:00INDICATORE TRIMESTRALE DI TEMPESTIVITÀ DEI PAGAMENTI: OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE[30 Ottobre – termine perentorio]

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Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dell’Indicatore trimestrale dei tempi medi di pagamento – relativo al 3° trimestre  – degli acquisti di beni, servizi e forniture.


Normativa di riferimento:

art. 33, comma 1, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;

D.P.C.M. 22 settembre 2014;

Circolare RGS, 14 gennaio 2015, n. 3


Adempimento: precetti legislativi

L’indicatore di tempestività dei pagamenti è definito in termini di ritardo medio di pagamento ponderato in base all’importo delle fatture. Il calcolo prevede un rapporto che vede:

– al numeratore: la somma, per le transazioni commerciali pagate nel trimestre di riferimento, dell’importo di ciascuna fattura pagata moltiplicato per i giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura stessa e la data di pagamento ai fornitori;

– al denominatore: la somma degli importi pagati nell’anno solare.

L’indicatore deve essere pubblicato – entro il trentesimo giorno dalla conclusione del trimestre – sul sito internet istituzionale nella sezione “Amministrazione trasparente/Pagamenti dell’amministrazione”, in un formato tabellare aperto che consenta l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo.

La disciplina si applica a tutti i contratti che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi.  Nel calcolo si devono considerare anche i pagamenti che hanno titolo in contratti di appalto di lavori pubblici, in linea con quanto stabilito dall’undicesimo considerando della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali ed in coerenza con la recente normativa nazionale sulla certificazione dei crediti delle pubbliche amministrazioni, che fa riferimento alla nozione di “crediti per somministrazioni, forniture, appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali” (articolo 27 del D.L. n. 66/2014 conv. nella Legge n. 89/2014),

Si segnala, inoltre, che sono compresi anche i contratti di mera utilizzazione di beni a fronte di un corrispettivo di denaro, come la locazione e l’affitto, pur sempre in concomitanza con un rapporto commerciale (v. Consiglio di Stato, Sez. V, I l.02.2014, n. 657).

Sono invece escluse dall’ambito di applicazione della disciplina in esame le seguenti fattispecie (articolo I, comma 2, del decreto legislativo n. 231/2002):

◊ i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore. Al riguardo, il decreto legislativo n. 192/2012 ha integrato la definizione di tali debiti, specificando che in questa categoria sono ricomprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito;

◊ i pagamenti a titolo di risarcimento del danno, compresi quelli effettuati da un assicuratore.

Si specifica, inoltre, che l’indicatore deve essere calcolato escludendo le fatture soggette a contestazioni o contenzioso ossia, più precisamente, dal calcolo devono essere esclusi i periodi in cui la somma era inesigibile.


Attività richiesta al Revisore:

Monitoraggio obbligo di pubblicità e trasparenza

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