luglio, 2019

31lugTutto il giornoSALVAGUARDIA EQUILIBRI DI BILANCIO E VERIFICA DI ASSESTAMENTO GENERALE[31 Luglio – termine perentorio]

Ancora

Dettagli evento

– Deliberazione consiliare di presa d’atto dell’equilibrio della gestione 2019 o di assunzione delle misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati facciano prevedere un disavanzo di amministrazione per squilibrio della gestione di competenza, di cassa oppure dei residui, di adeguamento del fondo crediti di dubbia esigibilità in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui ovvero di ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio.

– Deliberazione consiliare di assestamento generale del bilancio, con verifica di tutte le voci di entrata e di spesa, compreso il fondo di riserva ed il fondo di cassa, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.

Normativa di riferimento:

Art. 193, commi 2 e 3 D.Lgs. n. 267/2000;

Articoli: 147quinquies, 153 c. 6, 162 c. 6, 175 c. 8, 183 c. 8, 187 c. 2 lett. b), 195 del Dlgs n. 267/2000;

P.to 4.2 lett. g), Allegato 4/1 al Dlgs n. 118/2011;

Circolare Mef n. 5/2016;

Delibera Corte Conti n. 6/2016/SEZAUT/INPR del 18/02/16;

Art 1, comma 711 Legge n. 208/2015 (Stabilità 2016)

Adempimento: precetti legislativi

L’articolo 193 del Tuel stabilisce l’obbligo di verifica, da parte degli enti locali, del permanere degli equilibri generali di bilancio almeno una volta nel corso dell’esercizio e, comunque, entro il 31 luglio di ogni anno. Sempre per questa data è prevista la correlata variazione di assestamento generale (articolo 175, comma 8, Tuel).

In base all’articolo 162, comma 6 del Tuel, il bilancio di previsione deve rispettare, anche durante la gestione e nelle variazioni, il pareggio finanziario complessivo per la competenza, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione e del recupero del disavanzo di amministrazione.

Oltre all’equilibrio di competenza, gli enti devono rispettare anche l’equilibrio di cassa. Qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, di competenza, di cassa o dei residui, il Consiglio dell’Ente è tenuto ad adottare le misure necessarie a ripristinare il pareggio, nonché i provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio. Il ripristino degli equilibri è assicurato attraverso l’utilizzo, per l’anno in corso e per i due successivi, di possibili economie di spesa e di tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione. Possono essere utilizzati, nei casi previsti dalla legge, i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in c/capitale, nonché la quota libera del risultato di amministrazione.

In caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui, l’ente è tenuto adeguare il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione.

Un altro aspetto di primaria importanza è rappresentato dalla verifica dei flussi e dei saldi di cassa. Occorre infatti dare dimostrazione del rispetto di quanto disciplinato dall’articolo 183, comma 8, del Tuel, in merito all’obbligo, in capo al responsabile della spesa, di verificare se il programma dei pagamenti che derivano da provvedimenti di impegno è compatibile con le disponibilità di cassa. Costituisce un’opportuna attività di riscontro da porre in essere chiedere conto del controllo dell’eventuale utilizzo dei fondi vincolati confluiti nella cassa, per esigenze correnti. In questo contesto si inseriscono i c.d. vincoli di tesoreria. Il controllo della cassa non può prescindere da una corretta gestione dei medesimi. Costituiscono somme vincolate presso il tesoriere gli incassi derivanti da indebitamento, da trasferimenti o da specifiche norme di legge. Il monitoraggio di queste somme è indispensabile anche ai fini dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione non vincolato, che non può essere applicato al bilancio nel caso in cui l’ente si trovi in una delle situazioni previste dagli articoli 195 e 222 del Tuel, fatto salvo l’utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio.

Riguardo alla programmazione dei flussi, poiché le previsioni di cassa assumono carattere autorizzatorio, al pari delle previsioni di competenza, occorre programmare attentamente i flussi in entrata e in uscita per ogni capitolo di bilancio, tenendo conto delle somme esigibili in competenza e nei residui. Inoltre, per le entrate con un certo grado d’inesigibilità, la previsione di cassa non potrà mai eccedere quanto mediamente si è riscosso negli ultimi esercizi (deliberazione 9/2016 della sezione Autonomie della Corte dei conti). Per assicurare costantemente le disponibilità liquide necessarie al pagamento delle obbligazioni scadute, nella missione 20 «Fondi e accantonamenti», all’interno del programma «Fondo di riserva», gli enti locali sono tenuti a iscrivere un fondo di riserva di cassa non inferiore allo 0,2 per cento del valore di cassa delle spese finali (primi tre titoli della spesa), il cui utilizzo è effettuato con deliberazioni dell’Organo Esecutivo (articolo 166 comma 2-quater del Tuel). Si potrà attingere dal fondo di riserva di cassa nei casi di utilizzo di avanzo di amministrazione, del fondo di riserva di competenza o di altri fondi rischi o quando gli stanziamenti di cassa previsti risultino insufficienti.

Come prevede l’articolo 147-quinquies, comma 3 del Tuel, il controllo sugli equilibri di bilancio implica anche la valutazione degli effetti che si determinano sul bilancio dell’Ente in relazione all’andamento economico-finanziario degli organismi gestionali esterni. A questo scopo appare utile effettuare, in concomitanza con la scadenza del 31 luglio, una verifica intermedia dei rapporti di debito/credito con gli enti partecipati.

Infine, si tenga presente che se il controllo degli equilibri evidenzia il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio, il responsabile finanziario è obbligato ad effettuare le opportune segnalazioni al Legale Rappresentante dell’Ente, al Consiglio, al Segretario, all’Organo di Revisione e alla Corte dei Conti (articolo 153, comma 6 del Tuel).

Attività richiesta al Revisore:

Parere sullo schema di deliberazione consiliare ai sensi del primo comma, punto b), 2), art 239 Tuel

X