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DEFINIZIONE AGEVOLATA CARICHI TRIBUTARI E SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE CODICE DELLA STRADA

Deliberazione (discrezionale) adottata dal Consiglio di enti locali che effettuano la riscossione coattiva dei crediti direttamente o attraverso proprie società in house ovvero soggetti privati abilitati tramite ingiunzioni di pagamento, avente ad oggetto la definizione agevolata dei carichi tributari e/o delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada non riscossi a seguito di provvedimenti di ingiunzioni fiscali emanati dal 2001 al 2017. Entro trenta giorni dall’adozione la deliberazione deve essere pubblicata sul sito internet istituzionale.


Normativa di riferimento:

art. 6-ter, D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla

Legge 1° dicembre 2016, n. 225


Adempimento: precetti legislativi

Il provvedimento consiliare di solito dipana tematiche come:

1) il numero di rate e la relativa scadenza, che non può superare il 30 settembre,

2) le regole con cui il debitore esplicita la volontà di avvalersi della definizione agevolata,

3) i termini per la consegna dell’istanza attraverso cui il debitore indica il numero di rate con le quali intende effettuare il pagamento, nonché l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i debiti cui si riferisce l’istanza stessa, assumendo l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi;

4) il termine entro il quale il Comune o il Concessionario della riscossione invia ai debitori la comunicazione nella la quale sono espressi l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse.


Attività richiesta al Revisore:

Parere sulla proposta di deliberazione consiliare

RAZIONALIZZAZIONE PERIODICA DELLE PARTECIPAZIONI PUBBLICHE: DELIBERAZIONE CONSILIARE E OBBLIGO DI INVIO AL MEF E ALLA CORTE DEI CONTI

Adozione provvedimento consiliare di riscontro (ed eventuale riassetto) delle partecipazioni possedute dal Comune, con annessa Relazione tecnica.  Obbligo di trasmissione al MEF ed alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti.


Normativa di riferimento:

Artt. 19, comma 5, 20 Dlgs n. 175/2016


Adempimento: precetti legislativi

Il Comune deve effettuare annualmente, con proprio provvedimento, un’analisi dell’assetto complessivo delle società in cui detiene partecipazioni, dirette o indirette, predisponendo un Piano di Riassetto, corredato da un’apposita Relazione tecnica,avente ad oggetto la loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione qualora ricorrano i seguenti presupposti (di cui al 2° comma, art 20 del D.lgs n. 175/2016):

a) partecipazioni societarie che non rientrino in alcuna delle categorie di cui all’articolo 4, Dlgs n. 175/2016;

b) società che risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;

c) partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali;

d) partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro;

e) partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti;

f) necessità di contenimento dei costi di funzionamento;

g) necessità di aggregazione di società aventi ad oggetto le attività consentite dall’articolo 4.

Le amministrazioni che non detengono alcuna partecipazione lo comunicano alla competente Sezione della Corte dei Conti.

I provvedimenti attuativi vanno adottati entro il 31 dicembre di ogni anno e trasmessi (con le modalità di cui all’articolo 17, D.L. n. 90 del 2014, conv. dalla Legge n. 114/2014) alla struttura del MEF di cui all’art 15, Dlgs n. 175/2016 ed alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti competente.

In caso di adozione del piano di razionalizzazione, entro il 31 dicembre dell’anno successivo,il Comune deve approvare una Relazione sull’Attuazione del piano, nella quale devono trovare esplicitazione i risultati conseguiti. Anche tale contesto comporta l’adempimento dei medesimi obblighi di trasmissione di cui poc’anzi.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica dell’ottemperanza all’obbligo di legge da parte del Comune.

PIANO DI RIENTRO DAL DISAVANZO DL AMMINISTRAZIONE: OBBLIGO DI RELAZIONE DEL SINDACO AL CONSIGLIO

[eventuale]  Onere di trasmissione al Consiglio, da parte del Sindaco, della Relazione semestrale (2° semestre 2019) riguardante lo stato di attuazione del Piano di rientro dal disavanzo di amministrazione accertato, con annesso il parere dell’Organo di Revisione.


Normativa di riferimento:

art. 188, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

L’eventuale disavanzo di amministrazione, accertato ai sensi dell’articolo 186 del Tuel, va immediatamente applicato all’esercizio in corso di gestione contestualmente alla delibera di approvazione del rendiconto. La mancata adozione della delibera che applica il disavanzo al bilancio in corso di gestione è equiparata a tutti gli effetti alla mancata approvazione del rendiconto di gestione.

Il disavanzo di amministrazione può anche essere ripianato negli esercizi successivi considerati nel bilancio di previsione, in ogni caso non oltre la durata della consiliatura.  Presupposto indispensabile per la “spalmatura” su più annualità è l’approvazione di una delibera consiliare avente ad oggetto il Piano di rientro dal disavanzo nel quale siano individuati i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio.  La deliberazione (da allegare al bilancio di previsione e al rendiconto) deve contenere l’analisi delle cause che hanno determinato il disavanzo, l’individuazione di misure strutturali dirette ad evitare ogni ulteriore potenziale disavanzo. Il Piano è sottoposto al parere dell’Organo di Revisione.

Con periodicità almeno semestraleil Sindaco trasmette al Consiglio una relazione riguardante lo stato di attuazione del piano di rientro, accompagnata dal parere dei Revisori.


Attività richiesta al Revisore:

Emissione di Parere sulla relazione (relativa al 2° semestre) riguardante lo stato di attuazione del piano di rientro dal disavanzo.

DUP E BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNIO 2020/2022: APPROVAZIONE CONSILIARE

Deliberazione consiliare di approvazione del DUP e del Bilancio di Previsione per la triennalità  2020/2022.


Normativa di riferimento:

artt. 151, 170, comma 5, 174, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Il Documento unico di programmazione, atto presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione ed il bilancio di previsione finanziario sono deliberati dall’Organo Consiliare entro il termine previsto dall’articolo 151 del Tuel, ovvero il 31 Dicembre.

A tale scadenza si deve arrivare avendo tenuto conto che il regolamento di contabilità dell’ente prevede, per tale adempimento, un congruo termine, nonché i termini entro i quali possono essere presentati, da parte dei membri dell’Organo Consiliare e dalla Giunta, emendamenti agli schemi di bilancio. A seguito di eventuali variazioni sopraggiunte del quadro normativo di riferimento, l’Organo Esecutivo presenta all’Organo Consiliare emendamenti allo schema di bilancio e alla nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione in corso di approvazione.


Attività richiesta al Revisore:

Relazione e Parere sulla proposta di deliberazione consiliare di approvazione dello schema di bilancio di previsione (e annesso DUP) per la triennalità 2020-2022.

LAVORI PUBBLICI DI SOMMA URGENZA: PROPOSTA DELLA GIUNTA AL CONSIGLIO DI RICONOSCIMENTO DELLA SPESA E DI FINANZIAMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO

Deliberazione consiliare di riconoscimento dei debiti fuori bilancio derivanti da lavori pubblici di somma urgenza.


Normativa di riferimento:

artt. 175 e 191, comma 3, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

In conformità al terzo comma dell’art 191 del Dlgs n. 267/2000, per i lavori pubblici di somma urgenza causati dal verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile, la Giunta, entro venti giorni dall’ordinazione fatta a terzi, su proposta del responsabile del procedimento, sottopone al Consiglio il provvedimento di riconoscimento della spesa con le modalita’ previste dall’articolo 194, comma 1, lettera e), prevedendo la relativa copertura finanziaria nei limiti delle accertate necessità per la rimozione dello stato di pregiudizio alla pubblica incolumità. Il provvedimento di riconoscimento e’ adottato entro 30 giorni dalla data di deliberazione della proposta da parte della Giunta, e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine.


Attività richiesta al Revisore:

L’Organo di Revisione deve esprimere un parere sulla proposta di riconoscimento e finanziamento del debito fuori bilancio.

PROPOSTE DI DELIBERAZIONE CONSILIARE DI RATIFICA DI VARIAZIONI DI BILANCIO GIUNTALI ADOTTATE IN VIA D’URGENZA

a] Ratifica consiliare di deliberazioni di variazione del  bilancio previsionale 2019-2021 adottate – in via d’urgenza – dalla Giunta dal 2 novembre;

b] Assunzione dei provvedimenti consiliari imprescindibili per rimediare ai rapporti eventualmente sorti sulla base di deliberazioni d’urgenza di variazione del bilancio 2019-2021 adottate dalla Giunta e non ratificate;

c] Deliberazione consiliare ad oggetto variazioni del bilancio previsionale 2019-2021 ammissibili sino al 31 dicembre.


Normativa di riferimento:

a] art. 175, comma 4, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267,

b] art. 175, comma 5, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267,

c] art. 175, comma 3, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;

Circolare RGS n. 5 del 10 febbraio 2016;

art 1, comma 711, Legge n. 208/2015


Adempimento: precetti legislativi

In riferimento alle variazioni di bilancio, il disposto dell’articolo 175 Tuel prevede che quest’ultime possono riguardare sia gli stanziamenti di competenza, relativamente a tutte le annualità comprese nel bilancio medesimo, sia gli stanziamenti di cassa previsti per la prima annualità.  Le variazioni possono essere adottate entro il termine del 30 novembre (per quanto concerne la competenza all’adozione spettante all’Organo Consiliare), salvo la possibilità attribuita alla Giunta di adottare variazioni in via d’urgenza da sottoporre a ratifica entro 60 giorni e, comunque, entro il termine dell’esercizio finanziario.


Attività richiesta al Revisore:

Emissione di Parere sulle proposte di deliberazione consiliare

VARIAZIONE ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF: OBBLIGO COMUNICAZIONE AL MEF

Pubblicazione delle delibere di variazione dell’addizionale Irpef 2019 sul sito del Ministero Economia e Finanze in vista dell’entrata in vigore dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione (effetto retroattivo).


Normativa di riferimento:

art. 14, comma 8, D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23,

art 1, comma 169, Legge n. 296/2006


Adempimento: precetti legislativi

Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza (anche ad esercizio inoltrato oltre la scadenza di legge)  entro il termine per la deliberazione del bilancio di previsione. L’effetto di tali provvedimenti consiliari si dipana dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il termine legislativo di adozione del bilancio, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.

Nella fattispecie delle delibere di variazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, si segnala che l’effetto si dispiega dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione sul sito informatico del MEF di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 360 del 1998, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 20 dicembre dell’anno a cui la delibera afferisce.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica dell’avvenuto adempimento, da parte dell’Ente, all’obbligo di legge.

CENSIMENTO IMMOBILI PUBBLICI

Comunicazione dei beni immobili pubblici in possesso dell’Ente al Dipartimento del Tesoro: esercizio di competenza 2018


Normativa di riferimento:

Comunicato Dipartimento del Tesoro del 24 Settembre 2019, in conformità all’articolo 2, comma 222, Legge n. 191/2009


Adempimento: precetti legislativi

Gli Enti devono inviare al Dipartimento del Tesoro i dati relativi ai beni immobili detenuti in proprietà e/o in base ad altro titolo, per l’elaborazione  del rendiconto patrimoniale nazionale a valori di mercato.

L’adempimento è puramente telematico: va svolto sul Portale https://portaletesoro.mef.gov.it, all’interno del quale sono stati sviluppati gli applicativi del Progetto «Patrimonio della PA».

L’eventuale inadempienza comporterà l’automatica segnalazione alla Corte dei Conti per i provvedimenti del caso.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica dell’avvenuto adempimento, da parte dell’Ente, all’obbligo di legge.