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BILANCIO DI PREVISIONE ENTI IN PREDISSESTO CON RIPIANO EXTRA-DEFICIT: APPROVAZIONE

Delibera consiliare di adozione del bilancio preventivo da parte degli Enti in predissesto rientranti nel campo di applicazione della sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’inammissibilità dei ripiani, in 30 anni, dell’extra-deficit.

Normativa di riferimento:

La Suprema Corte, con la sentenza n. 18/2019, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art 1, comma 714, Legge n. 208/2015, come sostituito dall’art 1, comma 432 della manovra di bilancio 2017 (Legge n. 232/2016).

Decisione del rinvio: Conferenza Stato-Città (in accoglimento delle richieste Anci), seduta straordinaria del 24 aprile 2019

Adempimento: precetti legislativi

Vanno approvati entro il 31 Luglio (ennesimo rinvio dal 30 Aprile u.s.) i bilanci preventivi da parte degli Enti in predissesto colpiti dalla sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’inammissibilità dei ripiani, in 30 anni, dell’extra-deficit.

Attività richiesta al Revisore:

Parere sulla proposta di delibera consiliare di adozione del bilancio preventivo.

PERSONALE: OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE WEB

a) Pubblicazione del Comune, sul proprio sito web istituzionale, dei dati, relativi al 2° trimestre, sul costo complessivo del personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, articolato per aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico;

b) Pubblicazione del Comune, sul sito web istituzionale, dei tassi di assenza del personale nel 2° trimestre (poco rilevante per il Revisore).

Normativa di riferimento:

a) art. 17, comma 2, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33,

b) art. 16, comma 3, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33

Adempimento: precetti legislativi

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare trimestralmente, sul proprio sito web, i dati relativi al costo complessivo del personale a tempo determinato, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

La pubblicazione sul proprio sito istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”, deve contemplare il collegamento ipertestuale alla banca dati contenente i relativi dati, informazioni o documenti, ferma restando la possibilità per l’Amministrazione di pubblicare sul proprio sito i dati purché identici a quelli comunicati alla banca dati.

Attività richiesta al Revisore:

Vigilanza sulla conformità all’obbligo informativo.

COLLABORATORI E CONSULENTI ESTERNI

Comunicazione del Comune – relativa al primo semestre – al Dipartimento della Funzione Pubblica dell’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza, con l’indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare dei compensi corrisposti. L’omissione dell’adempimento non consente di conferire nuovi incarichi.

Normativa di riferimento:

art. 53, comma 14, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165;

art. 15, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33

Adempimento: precetti legislativi

I Comuni sono tenuti ad ottemperare essenzialmente a due obblighi (le cui connessioni con l’Area Economico Finanziaria sono molteplici):

1) la comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica, in via telematica, dei dati di cui all’art 15 del D.lgs n. 33/2013, relativi a tutti gli incarichi esterni conferiti:

1. gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico;
2. il curriculum vitae;
3. i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;
4. i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato;

2) l’inserimento, nelle proprie banche dati sul sito istituzionale, dell’elenco dei propri consulenti (oggetto prestazioni, durata, compenso nonché attestazione dell’avvenuta verifica dell’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi.

Attenzione: entro il 31 dicembre di ciascun anno il Dipartimento della Funzione Pubblica trasmette alla Corte dei Conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza.

Attività richiesta al Revisore:

Vigilanza sugli obblighi di comunicazione e pubblicazione in capo all’Ente.

SALVAGUARDIA EQUILIBRI DI BILANCIO E VERIFICA DI ASSESTAMENTO GENERALE

– Deliberazione consiliare di presa d’atto dell’equilibrio della gestione 2019 o di assunzione delle misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati facciano prevedere un disavanzo di amministrazione per squilibrio della gestione di competenza, di cassa oppure dei residui, di adeguamento del fondo crediti di dubbia esigibilità in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui ovvero di ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio.

– Deliberazione consiliare di assestamento generale del bilancio, con verifica di tutte le voci di entrata e di spesa, compreso il fondo di riserva ed il fondo di cassa, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.

Normativa di riferimento:

Art. 193, commi 2 e 3 D.Lgs. n. 267/2000;

Articoli: 147quinquies, 153 c. 6, 162 c. 6, 175 c. 8, 183 c. 8, 187 c. 2 lett. b), 195 del Dlgs n. 267/2000;

P.to 4.2 lett. g), Allegato 4/1 al Dlgs n. 118/2011;

Circolare Mef n. 5/2016;

Delibera Corte Conti n. 6/2016/SEZAUT/INPR del 18/02/16;

Art 1, comma 711 Legge n. 208/2015 (Stabilità 2016)

Adempimento: precetti legislativi

L’articolo 193 del Tuel stabilisce l’obbligo di verifica, da parte degli enti locali, del permanere degli equilibri generali di bilancio almeno una volta nel corso dell’esercizio e, comunque, entro il 31 luglio di ogni anno. Sempre per questa data è prevista la correlata variazione di assestamento generale (articolo 175, comma 8, Tuel).

In base all’articolo 162, comma 6 del Tuel, il bilancio di previsione deve rispettare, anche durante la gestione e nelle variazioni, il pareggio finanziario complessivo per la competenza, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione e del recupero del disavanzo di amministrazione.

Oltre all’equilibrio di competenza, gli enti devono rispettare anche l’equilibrio di cassa. Qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, di competenza, di cassa o dei residui, il Consiglio dell’Ente è tenuto ad adottare le misure necessarie a ripristinare il pareggio, nonché i provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio. Il ripristino degli equilibri è assicurato attraverso l’utilizzo, per l’anno in corso e per i due successivi, di possibili economie di spesa e di tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione. Possono essere utilizzati, nei casi previsti dalla legge, i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in c/capitale, nonché la quota libera del risultato di amministrazione.

In caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui, l’ente è tenuto adeguare il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione.

Un altro aspetto di primaria importanza è rappresentato dalla verifica dei flussi e dei saldi di cassa. Occorre infatti dare dimostrazione del rispetto di quanto disciplinato dall’articolo 183, comma 8, del Tuel, in merito all’obbligo, in capo al responsabile della spesa, di verificare se il programma dei pagamenti che derivano da provvedimenti di impegno è compatibile con le disponibilità di cassa. Costituisce un’opportuna attività di riscontro da porre in essere chiedere conto del controllo dell’eventuale utilizzo dei fondi vincolati confluiti nella cassa, per esigenze correnti. In questo contesto si inseriscono i c.d. vincoli di tesoreria. Il controllo della cassa non può prescindere da una corretta gestione dei medesimi. Costituiscono somme vincolate presso il tesoriere gli incassi derivanti da indebitamento, da trasferimenti o da specifiche norme di legge. Il monitoraggio di queste somme è indispensabile anche ai fini dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione non vincolato, che non può essere applicato al bilancio nel caso in cui l’ente si trovi in una delle situazioni previste dagli articoli 195 e 222 del Tuel, fatto salvo l’utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio.

Riguardo alla programmazione dei flussi, poiché le previsioni di cassa assumono carattere autorizzatorio, al pari delle previsioni di competenza, occorre programmare attentamente i flussi in entrata e in uscita per ogni capitolo di bilancio, tenendo conto delle somme esigibili in competenza e nei residui. Inoltre, per le entrate con un certo grado d’inesigibilità, la previsione di cassa non potrà mai eccedere quanto mediamente si è riscosso negli ultimi esercizi (deliberazione 9/2016 della sezione Autonomie della Corte dei conti). Per assicurare costantemente le disponibilità liquide necessarie al pagamento delle obbligazioni scadute, nella missione 20 «Fondi e accantonamenti», all’interno del programma «Fondo di riserva», gli enti locali sono tenuti a iscrivere un fondo di riserva di cassa non inferiore allo 0,2 per cento del valore di cassa delle spese finali (primi tre titoli della spesa), il cui utilizzo è effettuato con deliberazioni dell’Organo Esecutivo (articolo 166 comma 2-quater del Tuel). Si potrà attingere dal fondo di riserva di cassa nei casi di utilizzo di avanzo di amministrazione, del fondo di riserva di competenza o di altri fondi rischi o quando gli stanziamenti di cassa previsti risultino insufficienti.

Come prevede l’articolo 147-quinquies, comma 3 del Tuel, il controllo sugli equilibri di bilancio implica anche la valutazione degli effetti che si determinano sul bilancio dell’Ente in relazione all’andamento economico-finanziario degli organismi gestionali esterni. A questo scopo appare utile effettuare, in concomitanza con la scadenza del 31 luglio, una verifica intermedia dei rapporti di debito/credito con gli enti partecipati.

Infine, si tenga presente che se il controllo degli equilibri evidenzia il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio, il responsabile finanziario è obbligato ad effettuare le opportune segnalazioni al Legale Rappresentante dell’Ente, al Consiglio, al Segretario, all’Organo di Revisione e alla Corte dei Conti (articolo 153, comma 6 del Tuel).

Attività richiesta al Revisore:

Parere sullo schema di deliberazione consiliare ai sensi del primo comma, punto b), 2), art 239 Tuel

DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP)

Deliberazione di Giunta di approvazione della proposta di DUP 2020/2022 da presentare al Consiglio.

Normativa di riferimento:

art. 170, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

Adempimento: precetti legislativi

Entro il 31 luglio la Giunta presenta al Consiglio il Documento Unico di Programmazione per le “conseguenti deliberazioni”. Anche se, potenzialmente, la convalida consiliare al DUP potrebbe arrivare a stretto giro temporale, quasi sempre la procedura approvativa segna un ulteriore passaggio: entro il 15 novembre, con lo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario, la Giunta presenta al Consiglio la Nota di Aggiornamento del Documento unico di programmazione.

Ricordiamo i tratti essenziali del DUP come atto pianificatorio finanziario a carattere generale (presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione) che, negli intendimenti del Legislatore, dovrebbe assurgere a guida strategica ed operativa dell’Ente. Va adottata obbligatoriamente la configurazione a due sezioni: la sezione strategica e la sezione operativa. La prima ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari a quello del bilancio di previsione. E’ imprescindibile altresì il rispetto di quanto previsto dal principio applicato della programmazione di cui all’allegato n. 4/1 del D.lgs n. 118/2011.

Gli enti locali con popolazione fino a 5.000 abitanti predispongono il Documento unico di programmazione semplificato previsto dall’allegato n. 4/1 del D.lgs n. 118/2011 (paragrafo 8.4).

Attività richiesta al Revisore:

Acquisire l’atto giuntale e sottoporre lo schema di DUP ad una prima valutazione di coerenza ed attendibilità contabile.

E’ forse il momento opportuno per verificare l’adeguatezza del Regolamento di contabilità dal punto di vista della previsione dei casi di inammissibilità e di improcedibilità per le deliberazioni del Consiglio e della Giunta ritenute non coerenti con le previsioni del Documento unico di programmazione.

ENTI DEFICITARI: PRESENTAZIONE CERTIFICATI DI COPERTURA DEI SERVIZI

Invio delle certificazioni, da parte dei Comuni deficitari, delle coperture dei servizi a domanda individuale, di acquedotto e smaltimento rifiuti conformi ai minimi di legge

Normativa di riferimento:

Articoli 242, 243 Tuel,

Decreto Min. Interno 23 aprile 2018

Adempimento: precetti legislativi

Riguardo ai controlli centrali sulla copertura del costo dei servizi, il Ministero dell’Interno, con il Decreto 23 aprile 2018 ha approvato il modello per la certificazione obbligatoria dei Comuni che si trovano in condizioni di deficitarietà strutturale secondo l’articolo 242 del Tuel. Secondo l’ordinamento contabile, sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli Enti locali che presentano gravi e incontrovertibili condizioni di squilibrio, rilevabili da un’apposita tabella, da allegare al rendiconto della gestione, contenente parametri obiettivi dei quali almeno la metà presentino valori deficitari. Questi, riconosciuta la condizione di deficitarietà, sono assoggettati ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi (articolo 243 comma 2, del Tuel).

Gli accertamenti ministeriali verificano, mediante riscontro della certificazione, che il costo complessivo della gestione dei servizi a domanda individuale, riferito ai dati della competenza, sia stato coperto con i proventi tariffari ed i contributi finalizzati in misura non inferiore al 36 per cento (a questo fine i costi di gestione degli asili nido sono calcolati al 50% del loro ammontare). Il costo complessivo della gestione del servizio di acquedotto, riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con la tariffa in misura non inferiore all’80%. Gli oneri derivanti dal servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati, sempre riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con la tariffa almeno nella misura prevista dalla legislazione vigente.

Rientrano infine nel raggio d’azione dei controlli centrali i Comuni che:

1. pur risultando non deficitari, non hanno presentano il certificato al rendiconto della gestione entro il 31 maggio ovvero non hanno approvato il rendiconto della gestione entro il 30 aprile, sino all’adempimento;

2. hanno deliberato lo stato di dissesto finanziario per la durata del risanamento;

3. fanno ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

Attività richiesta al Revisore:

L’Organo di Revisione (assieme al responsabile finanziario e al segretario) deve sottoscrivere i dati, anche se parzialmente o totalmente negativi, entro il termine del 5 luglio fissato per l’invio.