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INVIO DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IRAP

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento direttoriale, ha approvato il Modello annuale “Irap/2019”.  Ai sensi dell’art. 1, comma 52, della Legge n. 244/07 (“Finanziaria 2008”), la Dichiarazione Irap deve essere inviata separatamente rispetto al Modello “Unico Enc”.


Normativa di riferimento:

Art 1, comma 52, Legge n. 244/2007,
Art 1, commi 932-934, Legge n. 205/2017


Adempimento: precetti legislativi

Ai sensi dell’art. 1, comma 52, della Legge n. 244/07 (“Finanziaria 2008”), la Dichiarazione Irap deve essere inviata separatamente rispetto al Modello “Unico Enc”.

I Quadri della Dichiarazione “Irap/Amministrazioni ed Enti pubblici” non devono essere inseriti all’interno del Modello “Unico/Enti non commerciali”.   Vanno compilati soltanto gli appositi Quadri della Dichiarazione “Irap”: quelli riferiti appunto alle Amministrazioni ed Enti pubblici nonché quelli riguardanti le generalità dei contribuenti.  L’invio telematico della Dichiarazione va condotta in via autonoma.

Nello specifico, i Quadri della Dichiarazione “Irap” che gli Enti Locali sono chiamati a compilare sono:

– il Frontespizio;
– il Quadro “IK” – “Amministrazioni ed Enti pubblici”;
– il Quadro “IR” – “Ripartizione della base imponibile e dell’Imposta e dati concernenti il versamento”, con riferimento al Quadro “IK”;
– (se taluni programmi software lo richiedono), la Sezione IX del Quadro “IS” “Prospetti vari”, indicando le Sezioni 1 e 2 (riferite, rispettivamente, alle Sezioni I e II del Quadro “IK”) e, per entrambe, il codice-attività 84.11.10, che costituisce il codice-attività di riferimento dell’Ente Locale.


Attività richiesta al Revisore:

Per quanto concerne la sottoscrizione del modello da parte dell’Organo di Revisione, occorre soffermarsi sulla dualità e sulla diversità di peso e di enfasi che possono configurarsi rispetto al “visto di conformità”.     Secondo l’art. 1, comma 574, della Legge n. 147/13 (“Legge di stabilità 2014”), il Comune che intende compensare, in modo “orizzontale”, un credito Irap commerciale, maturato nel 2017, superiore a € 15.000 (non quello istituzionale, in quanto compensabile solo in modo “verticale” – Irap su Irap – versando di meno fino a concorrenza), dovrà obbligatoriamente inserire, nella Dichiarazione “Irap”, il “visto di conformità” di un Professionista abilitato o, in alternativa, la firma dell’Organo di Revisione  (Risoluzione Ag. Entrate n. 90/10).  Rispetto alla Dichiarazione “Iva” (per la quale la firma dell’Organo di revisione è richiesta soltanto in caso di compensazione orizzontale, ma non costituisce elemento obbligatorio), sulla Dichiarazione “Irap” la firma dell’Organo di Revisione costituisce elemento obbligatorio in ogni caso, ma diverso è il “peso” che assume la stessa qualora risulti (rigo IR30) un credito Irap “commerciale” superiore a Euro 15.000 e non sia presente il “visto di conformità” all’interno del “Frontespizio”. In tal caso, infatti, detta firma sarà equivalente al “visto di conformità”, e dovrà essere apposta nell’apposito spazio “Firma per attestazione” oltre che in quello “Firma della dichiarazione” (obbligatorio).

PARTECIPAZIONE 5 PER MILLE IRPEF: ELABORAZIONE ED INVIO DELLA RENDICONTAZIONE AL MINISTERO DELL’INTERNO

Solo per i Comuni destinatari di accrediti pari o superiori a 20.000 euro:

redazione del rendiconto (con annessa relazione), firmato dai Responsabili del servizio finanziario e dei servizi sociali nonché dall’Organo di Revisione, dal quale risultino la destinazione delle somme accreditate per l’anno d’imposta 2018 al sostegno delle attività sociali.

Entro il 30 dicembre 2019, il rendiconto e la relazione devono essere trasmessi al Ministero dell’Interno, Direzione centrale finanza locale.


Normativa di riferimento:

art. 63-bis, comma 3, D.L. n. 112/2008, convertito dalla Legge n. 133/2008;

art 1, comma 154, Legge n. 190/2014;

Circolari Min Interno, Direzione centrale finanza locale: n. 8 del 4 agosto 2011, n. 9 del 22 maggio 2012, n. 10 del 19 luglio 2013, n. 13 del 27 novembre 2015;

Comunicato Min. Interno del 28 maggio 2014.


Adempimento: precetti legislativi

L’articolo 1, comma 154 della Legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015), ha confermato l’applicazione delle disposizioni di cui al D.L. n. 40/2010 convertito con modificazioni dalla Legge n. 73/2010, relative al riparto della quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alla scelta del contribuente, per gli esercizi finanziari successivi al 2015. La stessa disposizione prevede l’adozione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la definizione delle modalità di redazione del rendiconto. Ad oggi il provvedimento non è stato emanato.  Quindi, per il riparto, la corresponsione e la rendicontazione delle somme occorre attenersi alle circolari indicate.

Si rammenta che sul sito internet della Direzione Centrale del Ministero dell’Interno nella sezione ‘pagamenti’ sono indicati gli importi accreditati a titolo di 5 per mille dell’IRPEF. Dette quote sono consultabili anche sul sito web istituzionale dell’Agenzia delle Entrate alla pagina internet http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home.

Tutti i Comuni destinatari di somme superiori a 20.000€ sono tenuti alla redazione del rendiconto e della relativa relazione illustrativa (la documentazione va corredata delle copie delle determine d’impegno e di liquidazione – entro un anno dalla corresponsione – dell’importo spettante).

L’obbligo di rendicontazione va espletato utilizzando apposito modello reso disponibile dal Ministero dell’Interno.  Il rendiconto delle quote del 5 per mille dovrà essere firmato dal Responsabile dei Servizi Sociali, dal Responsabile del Servizio Finanziario e dall’Organo di Revisione economico – finanziaria nonché accompagnato da una relazione, sottoscritta dal Responsabile dei servizi sociali che illustri, nel dettaglio, quanto riportato nel modello di rendiconto.  Nel caso in cui il Comune provvedesse alla spesa delle somme provenienti dal 5 per mille con una gestione indiretta, ossia attraverso esternalizzazioni, ivi compresa la gestione in forma associata, rimarrebbe in capo al Comune beneficiario l’onere di rendicontare l’utilizzo delle somme.

Gli Enti destinatari di contributi inferiori a 20.000 Euro non hanno l’obbligo di trasmettere il rendiconto al Ministero, ma semplicemente quello di conservare l’intera documentazione agli atti del proprio ufficio per dieci anni.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica e sottoscrizione del Rendiconto

VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE

Deliberazione consiliare di variazione del bilancio di previsione 2019/2021.


Normativa di riferimento:

art. 175, comma 3, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Le variazioni al bilancio di previsione possono essere deliberate dal Consiglio non oltre il 30 novembre.  Qualora le proposte di delibera modificative fossero caratterizzate dai seguenti oggetti, il termine perentorio di legge differirebbe  al 31 dicembre:

a) istituzione di tipologie di entrata a destinazione vincolata e del correlato programma di spesa;

b) istituzione di tipologie di entrata senza vincolo di destinazione, con stanziamento pari a zero, a seguito di accertamento e riscossione di entrate non previste in bilancio, secondo le modalità disciplinate dal principio applicato della contabilità finanziaria;

c) utilizzo delle quote del risultato di amministrazione vincolato ed accantonato per le finalità per le quali sono stati previsti;

d) necessità di re-imputazione agli esercizi in cui sono esigibili, di obbligazioni riguardanti entrate vincolate già assunte e, se necessario, delle spese correlate;

e) variazioni delle dotazioni di cassa di cui al comma 5-bis, lettera d), art 175 Tuel;

f) le variazioni di cui al comma 5-quater, lettera b), art 175 Tuel;

g) variazioni degli stanziamenti riguardanti i versamenti ai conti di tesoreria statale intestati all’Ente e i versamenti a depositi bancari intestati all’Ente.


Attività richiesta al Revisore:

Parere sullo schema-proposta di provvedimento consiliare

DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP): NOTA DI AGGIORNAMENTO

[eventuale]Deliberazione di Giunta di approvazione della proposta della nota di aggiornamento del DUP 2020-2022; sottoposizione al parere dell’Organo di Revisione e presentazione al Consiglio, qualora il documento unico di programmazione già presentato al Consiglio non sia ancora stato approvato, oppure il Consiglio ne abbia richiesto integrazioni e modifiche, oppure, ancora, siano intervenuti eventi da rendere necessario l’aggiornamento del DUP già approvato.


Normativa di riferimento:

art. 170, comma 1, e 174, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Entro il 31 luglio di ciascun anno la Giunta presenta al Consiglio il Documento unico di programmazione per le conseguenti deliberazioni. Entro il 15 novembre di ogni esercizio, assieme allo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario, la Giunta presenta al Consiglio la nota di aggiornamento del Documento unico di programmazione.


Attività richiesta al Revisore:

Presa d’atto della consegna all’Organo di Revisione dell’eventuale Nota di Aggiornamento al DUP ed inizio delle attività di analisi propedeutiche all’espressione del Parere sul DUP e sul Bilancio di previsione per la triennalità 2020-2022

CONCESSIONI EDILIZIE

(Facoltativa) Deliberazione consiliare relativa all’adozione di condizioni agevolate per i corrispettivi delle concessioni e gli oneri di urbanizzazione, relativamente ad alloggi da concedere in locazione per un periodo non inferiore a 15 anni, qualora non adottata precedentemente ed il Comune non sia stato dichiarato in dissesto.


Normativa di riferimento:

art. 35, Legge 22 ottobre 1971, n. 865,


Adempimento: precetti legislativi

Le aree comprese nei piani approvati a norma della Legge 18 aprile 1962, n. 167 sono espropriate dai Comuni.  Tali aree, salvo quelle cedute in proprietà, vanno a far parte del patrimonio indisponibile del Comune.  Su tali aree l’Ente può concedere il diritto di superficie per la costruzione di case di tipo economico e popolare e per i relativi servizi urbani e sociali. La concessione del diritto di superficie ad enti pubblici per la realizzazione di impianti e servizi pubblici è a tempo indeterminato; in tutti gli altri casi ha una durata non inferiore ad anni 60 e non superiore ad anni 99.

L’istanza per ottenere la concessione è diretta al Sindaco.  Tra più istanze concorrenti è data la preferenza a quelle presentate da enti pubblici istituzionalmente operanti nel settore dell’edilizia economica e popolare e da cooperative edilizie a proprietà indivisa.

La concessione è deliberata dal Consiglio comunale. Con la stessa delibera viene determinato il contenuto della convenzione tra l’Ente concedente ed il richiedente, da stipularsi per atto pubblico, da trascriversi presso il competente ufficio dei registri immobiliari.


Attività richiesta al Revisore:

Emissione di Parere sulle proposte di deliberazione consiliare

BILANCIO DI PREVISIONE

Deliberazione di Giunta di approvazione della proposta di bilancio di previsione 2020-2022: sottoposizione all’Organo di Revisione e presentazione al Consiglio con annesso il DUP (rettificato dalla Nota di Aggiornamento).


Normativa di riferimento:

art. 170, comma 1, e 174, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Lo schema di bilancio di previsione finanziario 2019/2021 e il Documento unico di programmazione 2019/2021 sono predisposti dall’Organo Esecutivo e da questo presentati all’Organo Consiliare unitamente agli allegati entro il 15 novembre.


Attività richiesta al Revisore:

Presa d’atto della consegna all’Organo di Revisione dello schema di  proposta del bilancio di previsione 2020-2022 (ed annesso DUP eventualmente aggiornato) ed inizio delle attività di analisi propedeutiche all’espressione del Parere sul DUP e sul Bilancio di previsione per la triennalità 2020-2022

DELIBERAZIONI CONSILIARI PROPEDEUTICHE ALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE

a] Deliberazione consiliare su: tariffe, prezzi pubblici, tassi di copertura dei servizi pubblici,  aliquote dei tributi locali per l’anno 2020;
b] (discrezionale) Deliberazione consiliare di determinazione (per il 2020) dell’ammontare minimo da versare o da rimborsare per ciascun tributo;
c] (discrezionale) Deliberazione consiliare che consente di compensare crediti e debiti per tributi locali (esercizio 2020);
d] (discrezionale) Deliberazione consiliare sulla misura degli interessi per la riscossione e per il rimborso dei tributi (esercizio 2020);
e] Deliberazione consiliare avente ad oggetto la verifica, per l’anno 2020, della quantità e della qualità di aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, che possono essere ceduti in proprietà o in diritto di superficie e di determinazione del prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato.


Normativa di riferimento:
art. 172, comma 1, lett. b], c], D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
art. 1, commi 165, 167, 168 e 169, Legge 27 dicembre 2006, n. 296,


Adempimento: precetti legislativi
Fanno parte degli allegati al bilancio di previsione e devono essere oggetto di una preliminare ratifica consiliare:

  • la deliberazione, da adottarsi annualmente, con la quale il Comune verifica la quantità e la qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attivita’ produttive e terziarie – ai sensi delle leggi 18 aprile 1962, n. 167, 22 ottobre 1971, n. 865, e 5 agosto 1978, n. 457, che potranno essere ceduti in proprieta’ od in diritto di superficie; con la stessa deliberazione il Comune stabilisce il prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;
  • le deliberazioni con le quali sono determinati, per l’esercizio successivo: le tariffe, le aliquote d’imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonché, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;

Attività richiesta al Revisore:
Emissione di Parere sulle proposte di deliberazione consiliare