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DEFINIZIONE AGEVOLATA CARICHI TRIBUTARI E SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE CODICE DELLA STRADA

Deliberazione (discrezionale) adottata dal Consiglio di enti locali che effettuano la riscossione coattiva dei crediti direttamente o attraverso proprie società in house ovvero soggetti privati abilitati tramite ingiunzioni di pagamento, avente ad oggetto la definizione agevolata dei carichi tributari e/o delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada non riscossi a seguito di provvedimenti di ingiunzioni fiscali emanati dal 2001 al 2017. Entro trenta giorni dall’adozione la deliberazione deve essere pubblicata sul sito internet istituzionale.


Normativa di riferimento:

art. 6-ter, D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla

Legge 1° dicembre 2016, n. 225


Adempimento: precetti legislativi

Il provvedimento consiliare di solito dipana tematiche come:

1) il numero di rate e la relativa scadenza, che non può superare il 30 settembre,

2) le regole con cui il debitore esplicita la volontà di avvalersi della definizione agevolata,

3) i termini per la consegna dell’istanza attraverso cui il debitore indica il numero di rate con le quali intende effettuare il pagamento, nonché l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i debiti cui si riferisce l’istanza stessa, assumendo l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi;

4) il termine entro il quale il Comune o il Concessionario della riscossione invia ai debitori la comunicazione nella la quale sono espressi l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse.


Attività richiesta al Revisore:

Parere sulla proposta di deliberazione consiliare

RAZIONALIZZAZIONE PERIODICA DELLE PARTECIPAZIONI PUBBLICHE: DELIBERAZIONE CONSILIARE E OBBLIGO DI INVIO AL MEF E ALLA CORTE DEI CONTI

Adozione provvedimento consiliare di riscontro (ed eventuale riassetto) delle partecipazioni possedute dal Comune, con annessa Relazione tecnica.  Obbligo di trasmissione al MEF ed alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti.


Normativa di riferimento:

Artt. 19, comma 5, 20 Dlgs n. 175/2016


Adempimento: precetti legislativi

Il Comune deve effettuare annualmente, con proprio provvedimento, un’analisi dell’assetto complessivo delle società in cui detiene partecipazioni, dirette o indirette, predisponendo un Piano di Riassetto, corredato da un’apposita Relazione tecnica,avente ad oggetto la loro razionalizzazione, fusione o soppressione, anche mediante messa in liquidazione o cessione qualora ricorrano i seguenti presupposti (di cui al 2° comma, art 20 del D.lgs n. 175/2016):

a) partecipazioni societarie che non rientrino in alcuna delle categorie di cui all’articolo 4, Dlgs n. 175/2016;

b) società che risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti;

c) partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali;

d) partecipazioni in società che, nel triennio precedente, abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a un milione di euro;

e) partecipazioni in società diverse da quelle costituite per la gestione di un servizio d’interesse generale che abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti;

f) necessità di contenimento dei costi di funzionamento;

g) necessità di aggregazione di società aventi ad oggetto le attività consentite dall’articolo 4.

Le amministrazioni che non detengono alcuna partecipazione lo comunicano alla competente Sezione della Corte dei Conti.

I provvedimenti attuativi vanno adottati entro il 31 dicembre di ogni anno e trasmessi (con le modalità di cui all’articolo 17, D.L. n. 90 del 2014, conv. dalla Legge n. 114/2014) alla struttura del MEF di cui all’art 15, Dlgs n. 175/2016 ed alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti competente.

In caso di adozione del piano di razionalizzazione, entro il 31 dicembre dell’anno successivo,il Comune deve approvare una Relazione sull’Attuazione del piano, nella quale devono trovare esplicitazione i risultati conseguiti. Anche tale contesto comporta l’adempimento dei medesimi obblighi di trasmissione di cui poc’anzi.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica dell’ottemperanza all’obbligo di legge da parte del Comune.

PIANO DI RIENTRO DAL DISAVANZO DL AMMINISTRAZIONE: OBBLIGO DI RELAZIONE DEL SINDACO AL CONSIGLIO

[eventuale]  Onere di trasmissione al Consiglio, da parte del Sindaco, della Relazione semestrale (2° semestre 2019) riguardante lo stato di attuazione del Piano di rientro dal disavanzo di amministrazione accertato, con annesso il parere dell’Organo di Revisione.


Normativa di riferimento:

art. 188, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

L’eventuale disavanzo di amministrazione, accertato ai sensi dell’articolo 186 del Tuel, va immediatamente applicato all’esercizio in corso di gestione contestualmente alla delibera di approvazione del rendiconto. La mancata adozione della delibera che applica il disavanzo al bilancio in corso di gestione è equiparata a tutti gli effetti alla mancata approvazione del rendiconto di gestione.

Il disavanzo di amministrazione può anche essere ripianato negli esercizi successivi considerati nel bilancio di previsione, in ogni caso non oltre la durata della consiliatura.  Presupposto indispensabile per la “spalmatura” su più annualità è l’approvazione di una delibera consiliare avente ad oggetto il Piano di rientro dal disavanzo nel quale siano individuati i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio.  La deliberazione (da allegare al bilancio di previsione e al rendiconto) deve contenere l’analisi delle cause che hanno determinato il disavanzo, l’individuazione di misure strutturali dirette ad evitare ogni ulteriore potenziale disavanzo. Il Piano è sottoposto al parere dell’Organo di Revisione.

Con periodicità almeno semestraleil Sindaco trasmette al Consiglio una relazione riguardante lo stato di attuazione del piano di rientro, accompagnata dal parere dei Revisori.


Attività richiesta al Revisore:

Emissione di Parere sulla relazione (relativa al 2° semestre) riguardante lo stato di attuazione del piano di rientro dal disavanzo.

DUP E BILANCIO DI PREVISIONE TRIENNIO 2020/2022: APPROVAZIONE CONSILIARE

Deliberazione consiliare di approvazione del DUP e del Bilancio di Previsione per la triennalità  2020/2022.


Normativa di riferimento:

artt. 151, 170, comma 5, 174, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Il Documento unico di programmazione, atto presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione ed il bilancio di previsione finanziario sono deliberati dall’Organo Consiliare entro il termine previsto dall’articolo 151 del Tuel, ovvero il 31 Dicembre.

A tale scadenza si deve arrivare avendo tenuto conto che il regolamento di contabilità dell’ente prevede, per tale adempimento, un congruo termine, nonché i termini entro i quali possono essere presentati, da parte dei membri dell’Organo Consiliare e dalla Giunta, emendamenti agli schemi di bilancio. A seguito di eventuali variazioni sopraggiunte del quadro normativo di riferimento, l’Organo Esecutivo presenta all’Organo Consiliare emendamenti allo schema di bilancio e alla nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione in corso di approvazione.


Attività richiesta al Revisore:

Relazione e Parere sulla proposta di deliberazione consiliare di approvazione dello schema di bilancio di previsione (e annesso DUP) per la triennalità 2020-2022.

LAVORI PUBBLICI DI SOMMA URGENZA: PROPOSTA DELLA GIUNTA AL CONSIGLIO DI RICONOSCIMENTO DELLA SPESA E DI FINANZIAMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO

Deliberazione consiliare di riconoscimento dei debiti fuori bilancio derivanti da lavori pubblici di somma urgenza.


Normativa di riferimento:

artt. 175 e 191, comma 3, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

In conformità al terzo comma dell’art 191 del Dlgs n. 267/2000, per i lavori pubblici di somma urgenza causati dal verificarsi di un evento eccezionale o imprevedibile, la Giunta, entro venti giorni dall’ordinazione fatta a terzi, su proposta del responsabile del procedimento, sottopone al Consiglio il provvedimento di riconoscimento della spesa con le modalita’ previste dall’articolo 194, comma 1, lettera e), prevedendo la relativa copertura finanziaria nei limiti delle accertate necessità per la rimozione dello stato di pregiudizio alla pubblica incolumità. Il provvedimento di riconoscimento e’ adottato entro 30 giorni dalla data di deliberazione della proposta da parte della Giunta, e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso se a tale data non sia scaduto il predetto termine.


Attività richiesta al Revisore:

L’Organo di Revisione deve esprimere un parere sulla proposta di riconoscimento e finanziamento del debito fuori bilancio.

PROPOSTE DI DELIBERAZIONE CONSILIARE DI RATIFICA DI VARIAZIONI DI BILANCIO GIUNTALI ADOTTATE IN VIA D’URGENZA

a] Ratifica consiliare di deliberazioni di variazione del  bilancio previsionale 2019-2021 adottate – in via d’urgenza – dalla Giunta dal 2 novembre;

b] Assunzione dei provvedimenti consiliari imprescindibili per rimediare ai rapporti eventualmente sorti sulla base di deliberazioni d’urgenza di variazione del bilancio 2019-2021 adottate dalla Giunta e non ratificate;

c] Deliberazione consiliare ad oggetto variazioni del bilancio previsionale 2019-2021 ammissibili sino al 31 dicembre.


Normativa di riferimento:

a] art. 175, comma 4, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267,

b] art. 175, comma 5, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267,

c] art. 175, comma 3, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;

Circolare RGS n. 5 del 10 febbraio 2016;

art 1, comma 711, Legge n. 208/2015


Adempimento: precetti legislativi

In riferimento alle variazioni di bilancio, il disposto dell’articolo 175 Tuel prevede che quest’ultime possono riguardare sia gli stanziamenti di competenza, relativamente a tutte le annualità comprese nel bilancio medesimo, sia gli stanziamenti di cassa previsti per la prima annualità.  Le variazioni possono essere adottate entro il termine del 30 novembre (per quanto concerne la competenza all’adozione spettante all’Organo Consiliare), salvo la possibilità attribuita alla Giunta di adottare variazioni in via d’urgenza da sottoporre a ratifica entro 60 giorni e, comunque, entro il termine dell’esercizio finanziario.


Attività richiesta al Revisore:

Emissione di Parere sulle proposte di deliberazione consiliare

VARIAZIONE ADDIZIONALE COMUNALE ALL’IRPEF: OBBLIGO COMUNICAZIONE AL MEF

Pubblicazione delle delibere di variazione dell’addizionale Irpef 2019 sul sito del Ministero Economia e Finanze in vista dell’entrata in vigore dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione (effetto retroattivo).


Normativa di riferimento:

art. 14, comma 8, D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23,

art 1, comma 169, Legge n. 296/2006


Adempimento: precetti legislativi

Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza (anche ad esercizio inoltrato oltre la scadenza di legge)  entro il termine per la deliberazione del bilancio di previsione. L’effetto di tali provvedimenti consiliari si dipana dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il termine legislativo di adozione del bilancio, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno.

Nella fattispecie delle delibere di variazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, si segnala che l’effetto si dispiega dal 1° gennaio dell’anno di pubblicazione sul sito informatico del MEF di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 360 del 1998, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 20 dicembre dell’anno a cui la delibera afferisce.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica dell’avvenuto adempimento, da parte dell’Ente, all’obbligo di legge.

CENSIMENTO IMMOBILI PUBBLICI

Comunicazione dei beni immobili pubblici in possesso dell’Ente al Dipartimento del Tesoro: esercizio di competenza 2018


Normativa di riferimento:

Comunicato Dipartimento del Tesoro del 24 Settembre 2019, in conformità all’articolo 2, comma 222, Legge n. 191/2009


Adempimento: precetti legislativi

Gli Enti devono inviare al Dipartimento del Tesoro i dati relativi ai beni immobili detenuti in proprietà e/o in base ad altro titolo, per l’elaborazione  del rendiconto patrimoniale nazionale a valori di mercato.

L’adempimento è puramente telematico: va svolto sul Portale https://portaletesoro.mef.gov.it, all’interno del quale sono stati sviluppati gli applicativi del Progetto «Patrimonio della PA».

L’eventuale inadempienza comporterà l’automatica segnalazione alla Corte dei Conti per i provvedimenti del caso.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica dell’avvenuto adempimento, da parte dell’Ente, all’obbligo di legge.

INVIO DELLA DICHIARAZIONE ANNUALE IRAP

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento direttoriale, ha approvato il Modello annuale “Irap/2019”.  Ai sensi dell’art. 1, comma 52, della Legge n. 244/07 (“Finanziaria 2008”), la Dichiarazione Irap deve essere inviata separatamente rispetto al Modello “Unico Enc”.


Normativa di riferimento:

Art 1, comma 52, Legge n. 244/2007,
Art 1, commi 932-934, Legge n. 205/2017


Adempimento: precetti legislativi

Ai sensi dell’art. 1, comma 52, della Legge n. 244/07 (“Finanziaria 2008”), la Dichiarazione Irap deve essere inviata separatamente rispetto al Modello “Unico Enc”.

I Quadri della Dichiarazione “Irap/Amministrazioni ed Enti pubblici” non devono essere inseriti all’interno del Modello “Unico/Enti non commerciali”.   Vanno compilati soltanto gli appositi Quadri della Dichiarazione “Irap”: quelli riferiti appunto alle Amministrazioni ed Enti pubblici nonché quelli riguardanti le generalità dei contribuenti.  L’invio telematico della Dichiarazione va condotta in via autonoma.

Nello specifico, i Quadri della Dichiarazione “Irap” che gli Enti Locali sono chiamati a compilare sono:

– il Frontespizio;
– il Quadro “IK” – “Amministrazioni ed Enti pubblici”;
– il Quadro “IR” – “Ripartizione della base imponibile e dell’Imposta e dati concernenti il versamento”, con riferimento al Quadro “IK”;
– (se taluni programmi software lo richiedono), la Sezione IX del Quadro “IS” “Prospetti vari”, indicando le Sezioni 1 e 2 (riferite, rispettivamente, alle Sezioni I e II del Quadro “IK”) e, per entrambe, il codice-attività 84.11.10, che costituisce il codice-attività di riferimento dell’Ente Locale.


Attività richiesta al Revisore:

Per quanto concerne la sottoscrizione del modello da parte dell’Organo di Revisione, occorre soffermarsi sulla dualità e sulla diversità di peso e di enfasi che possono configurarsi rispetto al “visto di conformità”.     Secondo l’art. 1, comma 574, della Legge n. 147/13 (“Legge di stabilità 2014”), il Comune che intende compensare, in modo “orizzontale”, un credito Irap commerciale, maturato nel 2017, superiore a € 15.000 (non quello istituzionale, in quanto compensabile solo in modo “verticale” – Irap su Irap – versando di meno fino a concorrenza), dovrà obbligatoriamente inserire, nella Dichiarazione “Irap”, il “visto di conformità” di un Professionista abilitato o, in alternativa, la firma dell’Organo di Revisione  (Risoluzione Ag. Entrate n. 90/10).  Rispetto alla Dichiarazione “Iva” (per la quale la firma dell’Organo di revisione è richiesta soltanto in caso di compensazione orizzontale, ma non costituisce elemento obbligatorio), sulla Dichiarazione “Irap” la firma dell’Organo di Revisione costituisce elemento obbligatorio in ogni caso, ma diverso è il “peso” che assume la stessa qualora risulti (rigo IR30) un credito Irap “commerciale” superiore a Euro 15.000 e non sia presente il “visto di conformità” all’interno del “Frontespizio”. In tal caso, infatti, detta firma sarà equivalente al “visto di conformità”, e dovrà essere apposta nell’apposito spazio “Firma per attestazione” oltre che in quello “Firma della dichiarazione” (obbligatorio).

PARTECIPAZIONE 5 PER MILLE IRPEF: ELABORAZIONE ED INVIO DELLA RENDICONTAZIONE AL MINISTERO DELL’INTERNO

Solo per i Comuni destinatari di accrediti pari o superiori a 20.000 euro:

redazione del rendiconto (con annessa relazione), firmato dai Responsabili del servizio finanziario e dei servizi sociali nonché dall’Organo di Revisione, dal quale risultino la destinazione delle somme accreditate per l’anno d’imposta 2018 al sostegno delle attività sociali.

Entro il 30 dicembre 2019, il rendiconto e la relazione devono essere trasmessi al Ministero dell’Interno, Direzione centrale finanza locale.


Normativa di riferimento:

art. 63-bis, comma 3, D.L. n. 112/2008, convertito dalla Legge n. 133/2008;

art 1, comma 154, Legge n. 190/2014;

Circolari Min Interno, Direzione centrale finanza locale: n. 8 del 4 agosto 2011, n. 9 del 22 maggio 2012, n. 10 del 19 luglio 2013, n. 13 del 27 novembre 2015;

Comunicato Min. Interno del 28 maggio 2014.


Adempimento: precetti legislativi

L’articolo 1, comma 154 della Legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015), ha confermato l’applicazione delle disposizioni di cui al D.L. n. 40/2010 convertito con modificazioni dalla Legge n. 73/2010, relative al riparto della quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in base alla scelta del contribuente, per gli esercizi finanziari successivi al 2015. La stessa disposizione prevede l’adozione di apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per la definizione delle modalità di redazione del rendiconto. Ad oggi il provvedimento non è stato emanato.  Quindi, per il riparto, la corresponsione e la rendicontazione delle somme occorre attenersi alle circolari indicate.

Si rammenta che sul sito internet della Direzione Centrale del Ministero dell’Interno nella sezione ‘pagamenti’ sono indicati gli importi accreditati a titolo di 5 per mille dell’IRPEF. Dette quote sono consultabili anche sul sito web istituzionale dell’Agenzia delle Entrate alla pagina internet http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home.

Tutti i Comuni destinatari di somme superiori a 20.000€ sono tenuti alla redazione del rendiconto e della relativa relazione illustrativa (la documentazione va corredata delle copie delle determine d’impegno e di liquidazione – entro un anno dalla corresponsione – dell’importo spettante).

L’obbligo di rendicontazione va espletato utilizzando apposito modello reso disponibile dal Ministero dell’Interno.  Il rendiconto delle quote del 5 per mille dovrà essere firmato dal Responsabile dei Servizi Sociali, dal Responsabile del Servizio Finanziario e dall’Organo di Revisione economico – finanziaria nonché accompagnato da una relazione, sottoscritta dal Responsabile dei servizi sociali che illustri, nel dettaglio, quanto riportato nel modello di rendiconto.  Nel caso in cui il Comune provvedesse alla spesa delle somme provenienti dal 5 per mille con una gestione indiretta, ossia attraverso esternalizzazioni, ivi compresa la gestione in forma associata, rimarrebbe in capo al Comune beneficiario l’onere di rendicontare l’utilizzo delle somme.

Gli Enti destinatari di contributi inferiori a 20.000 Euro non hanno l’obbligo di trasmettere il rendiconto al Ministero, ma semplicemente quello di conservare l’intera documentazione agli atti del proprio ufficio per dieci anni.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica e sottoscrizione del Rendiconto

VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE

Deliberazione consiliare di variazione del bilancio di previsione 2019/2021.


Normativa di riferimento:

art. 175, comma 3, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Le variazioni al bilancio di previsione possono essere deliberate dal Consiglio non oltre il 30 novembre.  Qualora le proposte di delibera modificative fossero caratterizzate dai seguenti oggetti, il termine perentorio di legge differirebbe  al 31 dicembre:

a) istituzione di tipologie di entrata a destinazione vincolata e del correlato programma di spesa;

b) istituzione di tipologie di entrata senza vincolo di destinazione, con stanziamento pari a zero, a seguito di accertamento e riscossione di entrate non previste in bilancio, secondo le modalità disciplinate dal principio applicato della contabilità finanziaria;

c) utilizzo delle quote del risultato di amministrazione vincolato ed accantonato per le finalità per le quali sono stati previsti;

d) necessità di re-imputazione agli esercizi in cui sono esigibili, di obbligazioni riguardanti entrate vincolate già assunte e, se necessario, delle spese correlate;

e) variazioni delle dotazioni di cassa di cui al comma 5-bis, lettera d), art 175 Tuel;

f) le variazioni di cui al comma 5-quater, lettera b), art 175 Tuel;

g) variazioni degli stanziamenti riguardanti i versamenti ai conti di tesoreria statale intestati all’Ente e i versamenti a depositi bancari intestati all’Ente.


Attività richiesta al Revisore:

Parere sullo schema-proposta di provvedimento consiliare

DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP): NOTA DI AGGIORNAMENTO

[eventuale]Deliberazione di Giunta di approvazione della proposta della nota di aggiornamento del DUP 2020-2022; sottoposizione al parere dell’Organo di Revisione e presentazione al Consiglio, qualora il documento unico di programmazione già presentato al Consiglio non sia ancora stato approvato, oppure il Consiglio ne abbia richiesto integrazioni e modifiche, oppure, ancora, siano intervenuti eventi da rendere necessario l’aggiornamento del DUP già approvato.


Normativa di riferimento:

art. 170, comma 1, e 174, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Entro il 31 luglio di ciascun anno la Giunta presenta al Consiglio il Documento unico di programmazione per le conseguenti deliberazioni. Entro il 15 novembre di ogni esercizio, assieme allo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario, la Giunta presenta al Consiglio la nota di aggiornamento del Documento unico di programmazione.


Attività richiesta al Revisore:

Presa d’atto della consegna all’Organo di Revisione dell’eventuale Nota di Aggiornamento al DUP ed inizio delle attività di analisi propedeutiche all’espressione del Parere sul DUP e sul Bilancio di previsione per la triennalità 2020-2022

CONCESSIONI EDILIZIE

(Facoltativa) Deliberazione consiliare relativa all’adozione di condizioni agevolate per i corrispettivi delle concessioni e gli oneri di urbanizzazione, relativamente ad alloggi da concedere in locazione per un periodo non inferiore a 15 anni, qualora non adottata precedentemente ed il Comune non sia stato dichiarato in dissesto.


Normativa di riferimento:

art. 35, Legge 22 ottobre 1971, n. 865,


Adempimento: precetti legislativi

Le aree comprese nei piani approvati a norma della Legge 18 aprile 1962, n. 167 sono espropriate dai Comuni.  Tali aree, salvo quelle cedute in proprietà, vanno a far parte del patrimonio indisponibile del Comune.  Su tali aree l’Ente può concedere il diritto di superficie per la costruzione di case di tipo economico e popolare e per i relativi servizi urbani e sociali. La concessione del diritto di superficie ad enti pubblici per la realizzazione di impianti e servizi pubblici è a tempo indeterminato; in tutti gli altri casi ha una durata non inferiore ad anni 60 e non superiore ad anni 99.

L’istanza per ottenere la concessione è diretta al Sindaco.  Tra più istanze concorrenti è data la preferenza a quelle presentate da enti pubblici istituzionalmente operanti nel settore dell’edilizia economica e popolare e da cooperative edilizie a proprietà indivisa.

La concessione è deliberata dal Consiglio comunale. Con la stessa delibera viene determinato il contenuto della convenzione tra l’Ente concedente ed il richiedente, da stipularsi per atto pubblico, da trascriversi presso il competente ufficio dei registri immobiliari.


Attività richiesta al Revisore:

Emissione di Parere sulle proposte di deliberazione consiliare

BILANCIO DI PREVISIONE

Deliberazione di Giunta di approvazione della proposta di bilancio di previsione 2020-2022: sottoposizione all’Organo di Revisione e presentazione al Consiglio con annesso il DUP (rettificato dalla Nota di Aggiornamento).


Normativa di riferimento:

art. 170, comma 1, e 174, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267


Adempimento: precetti legislativi

Lo schema di bilancio di previsione finanziario 2019/2021 e il Documento unico di programmazione 2019/2021 sono predisposti dall’Organo Esecutivo e da questo presentati all’Organo Consiliare unitamente agli allegati entro il 15 novembre.


Attività richiesta al Revisore:

Presa d’atto della consegna all’Organo di Revisione dello schema di  proposta del bilancio di previsione 2020-2022 (ed annesso DUP eventualmente aggiornato) ed inizio delle attività di analisi propedeutiche all’espressione del Parere sul DUP e sul Bilancio di previsione per la triennalità 2020-2022

DELIBERAZIONI CONSILIARI PROPEDEUTICHE ALL’APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE

a] Deliberazione consiliare su: tariffe, prezzi pubblici, tassi di copertura dei servizi pubblici,  aliquote dei tributi locali per l’anno 2020;
b] (discrezionale) Deliberazione consiliare di determinazione (per il 2020) dell’ammontare minimo da versare o da rimborsare per ciascun tributo;
c] (discrezionale) Deliberazione consiliare che consente di compensare crediti e debiti per tributi locali (esercizio 2020);
d] (discrezionale) Deliberazione consiliare sulla misura degli interessi per la riscossione e per il rimborso dei tributi (esercizio 2020);
e] Deliberazione consiliare avente ad oggetto la verifica, per l’anno 2020, della quantità e della qualità di aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie, che possono essere ceduti in proprietà o in diritto di superficie e di determinazione del prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato.


Normativa di riferimento:
art. 172, comma 1, lett. b], c], D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
art. 1, commi 165, 167, 168 e 169, Legge 27 dicembre 2006, n. 296,


Adempimento: precetti legislativi
Fanno parte degli allegati al bilancio di previsione e devono essere oggetto di una preliminare ratifica consiliare:

  • la deliberazione, da adottarsi annualmente, con la quale il Comune verifica la quantità e la qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attivita’ produttive e terziarie – ai sensi delle leggi 18 aprile 1962, n. 167, 22 ottobre 1971, n. 865, e 5 agosto 1978, n. 457, che potranno essere ceduti in proprieta’ od in diritto di superficie; con la stessa deliberazione il Comune stabilisce il prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;
  • le deliberazioni con le quali sono determinati, per l’esercizio successivo: le tariffe, le aliquote d’imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonché, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;

Attività richiesta al Revisore:
Emissione di Parere sulle proposte di deliberazione consiliare

PERSONALE: OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE WEB

a] Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dei dati relativi al 3° trimestre del costo complessivo del personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, articolato per aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

b] Pubblicazione sul sito istituzionale del Comune, dei tassi di assenza del personale nel 3° trimestre.


Normativa di riferimento:

a] art. 17, comma 2, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33,

b] art. 16, comma 3, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33


Adempimento: precetti legislativi

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare trimestralmente, sul proprio sito web,  i dati relativi al costo complessivo del personale a tempo determinato, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

La pubblicazione sul proprio sito istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”, deve contemplare il collegamento ipertestuale alla banca dati contenente i relativi dati, informazioni o documenti, ferma restando la possibilità per l’Amministrazione di pubblicare sul proprio sito i dati purché identici a quelli comunicati alla banca dati.


Attività richiesta al Revisore:

Monitoraggio dell’obbligo di pubblicità e trasparenza

DICHIARAZIONE SOSTITUTO D’IMPOSTA: PRESENTAZIONE DEL MODELLO 770/2019 ENTI LOCALI

a] Termine annuale per la presentazione dell’Ente, esclusivamente in via telematica, della dichiarazione di sostituto d’imposta non semplificata – Mod.770/2019.

b] Termine annuale per la presentazione, esclusivamente in via telematica, della dichiarazione semplificata contenente i dati fiscali e contributivi.

Entro il31 Ottobreil Comune devepresentare il modello 770/2019 semplificato, sui redditi dell’esercizio precedente, tramite il servizio Entratel.  Il modello, redatto secondo lo schema approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, va sottoscritto dall’Organo di Revisione.


Normativa di riferimento:

a] art. 4, comma 4-bis, D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322,

b] art. 4, comma 3-bis, D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322;

Art 1, commi 932-934, Legge n. 205/2017


Adempimento: precetti legislativi

Il Comune, nella sua funzione di sostituto d’imposta, deve comunicare all’Agenzia delle Entrate, mediante una dichiarazione annuale, i dati relativi alle ritenute effettuate nell’ultimo periodo d’imposta chiuso nonché quelli relativi ai versamenti eseguiti, ai crediti, alle compensazioni operate e i dati contributivi e assicurativi.

Si segnalano due pronunce giurisprudenziali che ci appaiono di sicuro interesse:

► la Sentenza n. 19454/2015 della Corte Cassazione, Sezione III Penale, afferma che:  “per provare il reato di omesso versamento di ritenute effettivamente operate è sufficiente la loro indicazione nella dichiarazione del sostituto d’imposta, non essendo necessarie le certificazioni rilasciate ai sostituti”.  Ciò comporta che il Comune, nella persona del rappresentante legale, può essere denunciato per il delitto previsto all’art 10bis del D.lgs n. 74/2000, ovvero per il mancato versamento, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta, di ritenute risultanti dalle certificazioni rilasciate ai sostituti, per un ammontare superiore a 50.000€ per ciascun periodo d’imposta.

[Poiché la norma si propone di sanzionare l’omesso versamento, nel termine previsto, delle ritenute operate dal datore di lavoro sulle somme effettivamente corrisposte, non vi è ragione per ritenere che la prova di ciò debba ricavarsi solo dalle “certificazioni” senza possibilità di ricorrere ad “equipollenti”]

► la Corte d’Appello ha ritenuto che “la prova dell’effettiva corresponsione delle somme potesse ricavarsi dalla dichiarazione 770 dello stesso datore di lavoro, non essendo necessario verificare, per ciascun sostituito, se questi abbia ricevuto l’attestazione da parte del datore di lavoro, poiché la presentazione della dichiarazione è indice inequivocabile delle operate ritenute e delle rilasciate certificazioni”.

Si rammenta quindi di verificare se la somma complessiva delle liquidazioni per ritenute Irpef, condotte nel corso dell’esercizio 2018, coincide con l’ammontare delle ritenute trattenute su redditi da lavoro indicate nel modello 770/2019.


Attività richiesta al Revisore:

Verifica verbalizzata finalizzata alla sottoscrizione del modello

COMUNI CON PIU’ DI 15.000 ABITANTI: PARERE SUI CONTENUTI DEL QUESTIONARIO DELLA CORTE DEI CONTI SUI CONTROLLI INTERNI (“CON.TE”) ELABORATI DALL’ENTE [REFERTO DEL SINDACO] PER L’ESERCIZIO 2018

Verifica del Questionario/Referto del Sindaco sul funzionamento dei controlli interni – anno 2018 –  redatto dall’Ente in vista dell’espressione del relativo Parere.


Normativa di riferimento:

art. 148 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL);

Delibera n. 22/SEZAUT/2019/INPR

6 agosto 2019 – Sezione delle Autonomie – Delibera n. 22/SEZAUT/2019/INPR (PDF,364KB)

Linee guida per le relazioni annuali del sindaco dei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, del sindaco delle città metropolitane e del presidente delle province sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni nell’esercizio 2018;

6 agosto 2019 – Sezione delle Autonomie – Delibera n. 22/SEZAUT/2019/INPR (PDF,288KB)

Schema allegato alla Delibera n. 22/SEZAUT/2019/INPR;

 


Adempimento: precetti legislativi

Ai sensi dell’art 148 del Tuel, le Sezioni regionali della Corte dei Conti, con cadenza annuale, nell’ambito del controllo di legittimità e regolarità delle gestioni, verificano il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio di bilancio di ciascun ente locale. A tale fine, il sindaco, relativamente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, trasmette annualmente alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti un referto sul sistema dei controlli interni (sotto forma di questionario), adottato sulla base delle linee guida deliberate dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti.

Il questionario è scaricabile dall’Ente dall’area “Con.Te.” del sito della Corte dei Conti. L’adempimento, delineato dalla Sezione Autonomie con le linee guida per le relazioni annuali sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni nell’esercizio 2018, deve essere assolto entro il 30 ottobre 2019, salvo termine più breve eventualmente stabilito dalle Sezioni regionali per gli enti di rispettiva competenza.  Il file da elaborare elaborare consta di otto sezioni (sistema, controllo di regolarità amministrativo e contabile, di gestione, strategico, sugli equilibri finanziari, sugli organismi partecipati, sulla qualità dei servizi, note).  L’invio del file, contenente il questionario, va eseguito con la medesima procedura on line.

 


Attività richiesta al Revisore:

I contenuti del Referto/Questionario devono essere accompagnati dal Parere dell’Organo di Revisione (Corte dei Conti, Sezione Auntonomie, delibera n. 4 del 11/02/2013.

TRASMISSIONE DEL COMUNE DEL BILANCIO CONSOLIDATO ALLA BDAP

Trasmissione dell’Ente alla BDAP del bilancio consolidato 2018.


Normativa di riferimento:

Art 13, comma 1, Legge n 196/2006,

Art 4, commi 6 e 7, D.lgs n. 118/2011,

D.M. Mef 12 maggio 2016,

Art 239, D.lgs n. 267/2000


Adempimento: precetti legislativi

I Comuni devono provvedere ad inserire nella BDAP i dati concernenti il bilancio consolidato approvato entro il 30 settembre u.s. (BDAP: banca dati unitaria istituita presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze di cui all’articolo 13, comma 3, della Legge n. 196/2009, accessibile all’ISTAT e alle stesse amministrazioni pubbliche).  La trasmissione alla BDAP deve rispettare il linguaggio standard per la comunicazione di informazioni economiche e finanziarie “eXtensible Business Reporting Language” (XBRL) e lo standard per la codifica e decodifica “eXtensible Markup Language” (XML), secondo le tassonomie e le modalità tecniche individuate d’intesa con la Corte dei Conti, rese disponibili su apposito Allegato tecnico di trasmissione pubblicato sul sito Internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato – Portale BDAP.


Attività richiesta al Revisore:

Obbligo di verifica avvenuta trasmissione dell’Ente alla BDAP

INDICATORE TRIMESTRALE DI TEMPESTIVITÀ DEI PAGAMENTI: OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE

Pubblicazione sul sito istituzionale dell’Ente dell’Indicatore trimestrale dei tempi medi di pagamento – relativo al 3° trimestre  – degli acquisti di beni, servizi e forniture.


Normativa di riferimento:

art. 33, comma 1, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33;

D.P.C.M. 22 settembre 2014;

Circolare RGS, 14 gennaio 2015, n. 3


Adempimento: precetti legislativi

L’indicatore di tempestività dei pagamenti è definito in termini di ritardo medio di pagamento ponderato in base all’importo delle fatture. Il calcolo prevede un rapporto che vede:

– al numeratore: la somma, per le transazioni commerciali pagate nel trimestre di riferimento, dell’importo di ciascuna fattura pagata moltiplicato per i giorni effettivi intercorrenti tra la data di scadenza della fattura stessa e la data di pagamento ai fornitori;

– al denominatore: la somma degli importi pagati nell’anno solare.

L’indicatore deve essere pubblicato – entro il trentesimo giorno dalla conclusione del trimestre – sul sito internet istituzionale nella sezione “Amministrazione trasparente/Pagamenti dell’amministrazione”, in un formato tabellare aperto che consenta l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo.

La disciplina si applica a tutti i contratti che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi.  Nel calcolo si devono considerare anche i pagamenti che hanno titolo in contratti di appalto di lavori pubblici, in linea con quanto stabilito dall’undicesimo considerando della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali ed in coerenza con la recente normativa nazionale sulla certificazione dei crediti delle pubbliche amministrazioni, che fa riferimento alla nozione di “crediti per somministrazioni, forniture, appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali” (articolo 27 del D.L. n. 66/2014 conv. nella Legge n. 89/2014),

Si segnala, inoltre, che sono compresi anche i contratti di mera utilizzazione di beni a fronte di un corrispettivo di denaro, come la locazione e l’affitto, pur sempre in concomitanza con un rapporto commerciale (v. Consiglio di Stato, Sez. V, I l.02.2014, n. 657).

Sono invece escluse dall’ambito di applicazione della disciplina in esame le seguenti fattispecie (articolo I, comma 2, del decreto legislativo n. 231/2002):

◊ i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore. Al riguardo, il decreto legislativo n. 192/2012 ha integrato la definizione di tali debiti, specificando che in questa categoria sono ricomprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito;

◊ i pagamenti a titolo di risarcimento del danno, compresi quelli effettuati da un assicuratore.

Si specifica, inoltre, che l’indicatore deve essere calcolato escludendo le fatture soggette a contestazioni o contenzioso ossia, più precisamente, dal calcolo devono essere esclusi i periodi in cui la somma era inesigibile.


Attività richiesta al Revisore:

Monitoraggio obbligo di pubblicità e trasparenza

BILANCIO CONSOLIDATO

Approvazione consiliare del bilancio consolidato con i bilanci dei propri organismi ed enti strumentali e delle società controllate e partecipate.


Normativa di riferimento:
art. 18, comma 1, lett. c, D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118;
art. 151, comma 8, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;


Adempimento: precetti legislativi
L’articolo 151 del D.lgs n. 267/2000 individua nel 30 settembre dell’esercizio successivo, il termine ultimo per l’approvazione del bilancio consolidato da parte degli enti locali.
Il principio contabile allegato 4/4 al D.lgs n. 118/2011 relativo al bilancio consolidato, al punto 3.02 stabilisce che entro 10 giorni dall’approvazione dei rispettivi consuntivi  (e, in ogni caso, entro il 20 di agosto dell’anno successivo) gli enti strumentali e gli altri soggetti rientranti nell’area di consolidamento debbano provvedere a trasmettere al Comune i bilanci d’esercizio e la documentazione integrativa necessaria prevedendo inoltre, nel caso gli stessi non siano ancora stati approvati, la trasmissione entro il medesimo termine del 20 agosto dei dati di pre-consuntivo o copia del bilancio predisposto ai fini dell’approvazione.
L’articolo 9, comma 1-quinquies, del D.L. n. 113/2016 convertito nella Legge n. 160/2016 dispone che “in caso di mancato rispetto dei termini previsti per l’approvazione dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato e del termine di trenta giorni dalla loro approvazione per l’invio dei relativi dati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche di cui all’art.13 della Legge 31 dicembre 2009 n.196, compresi i dati aggregati per voce del piano dei conti integrato, gli Enti territoriali, ferma restando per gli Enti locali che non rispettano i termini per l’approvazione dei bilanci di previsione e dei rendiconti la procedura prevista dall’art.141 del Tuel (scioglimento del Consiglio), non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbiano adempiuto. È fatto altresì divieto di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della disposizione del precedente periodo.”.  Dall’interpretazione letterale del precetto normativo si evince che la mancata approvazione del bilancio consolidato non comporta l’avvio della procedura di cui all’articolo 141 del Tuel, ma determina esclusivamente il blocco alle assunzioni di personale.


Attività richiesta al Revisore:
L’articolo 239 del Tuel attribuisce all’Organo di Revisione l’obbligo di rilascio di una peculiare relazione (completa di parere) sulla deliberazione consiliare di approvazione del bilancio consolidato e sullo schema di bilancio consolidato, da consegnare entro un termine previsto dal Regolamento di contabilità e, comunque, non inferiore a 20 giorni dalla trasmissione della proposta approvata dall’Organo esecutivo (Giunta).

REFERTO ANNUALE DEL SINDACO SULL’ATTUAZIONE DEI CONTROLLI INTERNI DA TRASMETTERE ALLA CORTE DEI CONTI (SOLO PER I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI

Trasmissione dell’Ente locale alla Sezione Regionale di controllo della Corte dei Conti e al Presidente del Consiglio del Referto del Sindaco, accompagnato dal parere dell’Organo di Revisione, sulla regolarità della gestione e sull’adeguatezza dei controlli interni relativamente all’anno 2018.


Normativa di riferimento:
Art. 148, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;
Corte dei Conti, Sez. Autonomie, Deliberazione n. 14/Sezaut/INPR/2018 del 10/07/2018;
Linee Guida e Referto esercizio 2018 – Sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti;


Adempimento: precetti legislativi
Gli Enti tenuti all’adempimento devono trasmettere il Referto, entro il 30 settembre, salvo il termine più breve eventualmente stabilito dalle Sezioni regionali di controllo, tramite Con.Te.: sistema dal quale scaricare e, successivamente, trasmettere compilato il documento contenente lo schema di relazione.
In linea generale, i punti dirimenti per la Corte dei Conti coincidono con la ripartizione – in sette blocchi – delle tipologie di controllo previste dal Legislatore:

1. sistema dei controlli interni: individuazione dei principali adempimenti comuni a tutte le tipologie di controllo;
2. controllo di regolarità amministrativa e contabile: evidenziazione di eventuali problematiche nell’esercizio del controllo preventivo di regolarità tecnica e contabile sugli atti aventi rilevanza finanziaria e/o patrimoniale;
3. controllo di gestione: quesiti connessi ai profili organizzativi, all’impiego di report periodici e sulla natura degli indicatori adoperati;
4. controllo strategico: verifica del grado di realizzazione dei programmi ed il compimento degli obiettivi sottesi alle scelte strategiche condotte a livello di programmazione;
5. controllo sugli equilibri finanziari: accertamento del rispetto delle prescrizioni normative e regolamentari da parte dei responsabili del servizio finanziario;
6. controllo sugli organismi partecipati: verifica del grado di operatività della struttura dedicata al controllo sugli organismi partecipati;
7. controllo sulla qualità dei servizi: riscontro sull’effettività della qualità dei servizi e delle prestazioni erogate.


Attività richiesta al Revisore:
Parere sul Referto

CONTRIBUTI ALLE GESTIONI IN FORMA ASSOCIATA: OBBLIGO CERTIFICAZIONE SPESE

Presentazione da parte dei Comuni che gestiscono servizi in forma associata, al Ministero dell’Interno, Direzione centrale finanza locale, della certificazione delle spese impegnate nel 2018 connesse al contributo assegnato.


Normativa di riferimento:
Articoli 27, 28, 32 e 33 del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Intesa n. 936  del 1°  marzo  2006, sancita  in  sede di Conferenza unificata con la  quale  sono stati  convenuti  i nuovi criteri per il riparto e la gestione delle risorse statali a sostegno dell’associazionismo comunale, dove  tra  l’altro, all’art.  8,  è riservata al Ministero dell’interno la  gestione delle  risorse  per l’esercizio associato di funzioni e servizi di  competenza  esclusiva dello Stato


Adempimento: precetti legislativi
Le unioni  di  comuni e  le  comunità montane:

  • ai fini  della certificazione degli impegni di spesa relativa ai servizi gestiti in  forma associata  per l’anno 2018, si avvalgono dei  modelli  approvati con  decreto  del Ministro dell’Interno  17 maggio  2007,  pubblicato nella  Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 124 del 30 maggio 2007;
  • devono trasmettere all’Ufficio Unioni della Direzione centrale  della  Finanza locale, i  certificati entro  il  termine del  30 settembre 2019.

Qualora non  vi  siano modifiche rispetto alla certificazione presentata nell’anno 2018  gli enti devono inviare l’allegato «E» entro i medesimi termini.


Attività richiesta al Revisore:
Verifica avvenuta trasmissione della Certificazione da parte del Comune

RELAZIONE DEL SINDACO DI “INIZIO MANDATO”

Sottoscrizione (entro il 90° giorno dall’inizio del mandato), da parte del Sindaco “neo-eletto” (proclamato il 10 giugno 2019 [data ipotizzata]), della relazione di inizio mandato, predisposta dal Responsabile del servizio finanziario o dal Segretario, volta a verificare la situazione finanziaria, patrimoniale e la misura dell’indebitamento dell’Ente al momento di inizio dell’incarico politico.

Normativa di riferimento:
art. 4-bis, comma 1 e 2, D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 149

Adempimento: precetti legislativi
Al fine di “garantire il coordinamento della finanza pubblica, il rispetto dell’unità economica e giuridica della Repubblica nonché il principio di trasparenza delle decisioni di entrata e di spesa”, il Responsabile del servizio finanziario (o il Segretario) del Comune con Sindaco neo-eletto è tenuto a redigere una Relazione di inizio mandato, volta a verificare la situazione finanziaria, patrimoniale e la misura dell’indebitamento dell’Ente all’avvio del nuovo ufficio politico. La Relazione deve essere sottoscritta dal neo-Sindaco entro 90 giorni dalla proclamazione del nuovo “primo cittadino”

Sulla base delle risultanze della Relazione il Sindaco in carica, ove ne sussistano i presupposti, può ricorrere alle procedure di riequilibrio finanziario vigenti.

Attività richiesta al Revisore:
Reperimento e archiviazione della Relazione

BILANCIO DI PREVISIONE ENTI IN PREDISSESTO CON RIPIANO EXTRA-DEFICIT: APPROVAZIONE

Delibera consiliare di adozione del bilancio preventivo da parte degli Enti in predissesto rientranti nel campo di applicazione della sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’inammissibilità dei ripiani, in 30 anni, dell’extra-deficit.

Normativa di riferimento:

La Suprema Corte, con la sentenza n. 18/2019, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art 1, comma 714, Legge n. 208/2015, come sostituito dall’art 1, comma 432 della manovra di bilancio 2017 (Legge n. 232/2016).

Decisione del rinvio: Conferenza Stato-Città (in accoglimento delle richieste Anci), seduta straordinaria del 24 aprile 2019

Adempimento: precetti legislativi

Vanno approvati entro il 31 Luglio (ennesimo rinvio dal 30 Aprile u.s.) i bilanci preventivi da parte degli Enti in predissesto colpiti dalla sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’inammissibilità dei ripiani, in 30 anni, dell’extra-deficit.

Attività richiesta al Revisore:

Parere sulla proposta di delibera consiliare di adozione del bilancio preventivo.

PERSONALE: OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE WEB

a) Pubblicazione del Comune, sul proprio sito web istituzionale, dei dati, relativi al 2° trimestre, sul costo complessivo del personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, articolato per aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico;

b) Pubblicazione del Comune, sul sito web istituzionale, dei tassi di assenza del personale nel 2° trimestre (poco rilevante per il Revisore).

Normativa di riferimento:

a) art. 17, comma 2, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33,

b) art. 16, comma 3, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33

Adempimento: precetti legislativi

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare trimestralmente, sul proprio sito web, i dati relativi al costo complessivo del personale a tempo determinato, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

La pubblicazione sul proprio sito istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”, deve contemplare il collegamento ipertestuale alla banca dati contenente i relativi dati, informazioni o documenti, ferma restando la possibilità per l’Amministrazione di pubblicare sul proprio sito i dati purché identici a quelli comunicati alla banca dati.

Attività richiesta al Revisore:

Vigilanza sulla conformità all’obbligo informativo.

COLLABORATORI E CONSULENTI ESTERNI

Comunicazione del Comune – relativa al primo semestre – al Dipartimento della Funzione Pubblica dell’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza, con l’indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare dei compensi corrisposti. L’omissione dell’adempimento non consente di conferire nuovi incarichi.

Normativa di riferimento:

art. 53, comma 14, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165;

art. 15, D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33

Adempimento: precetti legislativi

I Comuni sono tenuti ad ottemperare essenzialmente a due obblighi (le cui connessioni con l’Area Economico Finanziaria sono molteplici):

1) la comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica, in via telematica, dei dati di cui all’art 15 del D.lgs n. 33/2013, relativi a tutti gli incarichi esterni conferiti:

1. gli estremi dell’atto di conferimento dell’incarico;
2. il curriculum vitae;
3. i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;
4. i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato;

2) l’inserimento, nelle proprie banche dati sul sito istituzionale, dell’elenco dei propri consulenti (oggetto prestazioni, durata, compenso nonché attestazione dell’avvenuta verifica dell’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi.

Attenzione: entro il 31 dicembre di ciascun anno il Dipartimento della Funzione Pubblica trasmette alla Corte dei Conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza.

Attività richiesta al Revisore:

Vigilanza sugli obblighi di comunicazione e pubblicazione in capo all’Ente.

SALVAGUARDIA EQUILIBRI DI BILANCIO E VERIFICA DI ASSESTAMENTO GENERALE

– Deliberazione consiliare di presa d’atto dell’equilibrio della gestione 2019 o di assunzione delle misure necessarie a ripristinare il pareggio qualora i dati facciano prevedere un disavanzo di amministrazione per squilibrio della gestione di competenza, di cassa oppure dei residui, di adeguamento del fondo crediti di dubbia esigibilità in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui ovvero di ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio.

– Deliberazione consiliare di assestamento generale del bilancio, con verifica di tutte le voci di entrata e di spesa, compreso il fondo di riserva ed il fondo di cassa, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio di bilancio.

Normativa di riferimento:

Art. 193, commi 2 e 3 D.Lgs. n. 267/2000;

Articoli: 147quinquies, 153 c. 6, 162 c. 6, 175 c. 8, 183 c. 8, 187 c. 2 lett. b), 195 del Dlgs n. 267/2000;

P.to 4.2 lett. g), Allegato 4/1 al Dlgs n. 118/2011;

Circolare Mef n. 5/2016;

Delibera Corte Conti n. 6/2016/SEZAUT/INPR del 18/02/16;

Art 1, comma 711 Legge n. 208/2015 (Stabilità 2016)

Adempimento: precetti legislativi

L’articolo 193 del Tuel stabilisce l’obbligo di verifica, da parte degli enti locali, del permanere degli equilibri generali di bilancio almeno una volta nel corso dell’esercizio e, comunque, entro il 31 luglio di ogni anno. Sempre per questa data è prevista la correlata variazione di assestamento generale (articolo 175, comma 8, Tuel).

In base all’articolo 162, comma 6 del Tuel, il bilancio di previsione deve rispettare, anche durante la gestione e nelle variazioni, il pareggio finanziario complessivo per la competenza, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione e del recupero del disavanzo di amministrazione.

Oltre all’equilibrio di competenza, gli enti devono rispettare anche l’equilibrio di cassa. Qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, di competenza, di cassa o dei residui, il Consiglio dell’Ente è tenuto ad adottare le misure necessarie a ripristinare il pareggio, nonché i provvedimenti per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio. Il ripristino degli equilibri è assicurato attraverso l’utilizzo, per l’anno in corso e per i due successivi, di possibili economie di spesa e di tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione. Possono essere utilizzati, nei casi previsti dalla legge, i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in c/capitale, nonché la quota libera del risultato di amministrazione.

In caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui, l’ente è tenuto adeguare il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione.

Un altro aspetto di primaria importanza è rappresentato dalla verifica dei flussi e dei saldi di cassa. Occorre infatti dare dimostrazione del rispetto di quanto disciplinato dall’articolo 183, comma 8, del Tuel, in merito all’obbligo, in capo al responsabile della spesa, di verificare se il programma dei pagamenti che derivano da provvedimenti di impegno è compatibile con le disponibilità di cassa. Costituisce un’opportuna attività di riscontro da porre in essere chiedere conto del controllo dell’eventuale utilizzo dei fondi vincolati confluiti nella cassa, per esigenze correnti. In questo contesto si inseriscono i c.d. vincoli di tesoreria. Il controllo della cassa non può prescindere da una corretta gestione dei medesimi. Costituiscono somme vincolate presso il tesoriere gli incassi derivanti da indebitamento, da trasferimenti o da specifiche norme di legge. Il monitoraggio di queste somme è indispensabile anche ai fini dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione non vincolato, che non può essere applicato al bilancio nel caso in cui l’ente si trovi in una delle situazioni previste dagli articoli 195 e 222 del Tuel, fatto salvo l’utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio.

Riguardo alla programmazione dei flussi, poiché le previsioni di cassa assumono carattere autorizzatorio, al pari delle previsioni di competenza, occorre programmare attentamente i flussi in entrata e in uscita per ogni capitolo di bilancio, tenendo conto delle somme esigibili in competenza e nei residui. Inoltre, per le entrate con un certo grado d’inesigibilità, la previsione di cassa non potrà mai eccedere quanto mediamente si è riscosso negli ultimi esercizi (deliberazione 9/2016 della sezione Autonomie della Corte dei conti). Per assicurare costantemente le disponibilità liquide necessarie al pagamento delle obbligazioni scadute, nella missione 20 «Fondi e accantonamenti», all’interno del programma «Fondo di riserva», gli enti locali sono tenuti a iscrivere un fondo di riserva di cassa non inferiore allo 0,2 per cento del valore di cassa delle spese finali (primi tre titoli della spesa), il cui utilizzo è effettuato con deliberazioni dell’Organo Esecutivo (articolo 166 comma 2-quater del Tuel). Si potrà attingere dal fondo di riserva di cassa nei casi di utilizzo di avanzo di amministrazione, del fondo di riserva di competenza o di altri fondi rischi o quando gli stanziamenti di cassa previsti risultino insufficienti.

Come prevede l’articolo 147-quinquies, comma 3 del Tuel, il controllo sugli equilibri di bilancio implica anche la valutazione degli effetti che si determinano sul bilancio dell’Ente in relazione all’andamento economico-finanziario degli organismi gestionali esterni. A questo scopo appare utile effettuare, in concomitanza con la scadenza del 31 luglio, una verifica intermedia dei rapporti di debito/credito con gli enti partecipati.

Infine, si tenga presente che se il controllo degli equilibri evidenzia il costituirsi di situazioni tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio, il responsabile finanziario è obbligato ad effettuare le opportune segnalazioni al Legale Rappresentante dell’Ente, al Consiglio, al Segretario, all’Organo di Revisione e alla Corte dei Conti (articolo 153, comma 6 del Tuel).

Attività richiesta al Revisore:

Parere sullo schema di deliberazione consiliare ai sensi del primo comma, punto b), 2), art 239 Tuel

DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DUP)

Deliberazione di Giunta di approvazione della proposta di DUP 2020/2022 da presentare al Consiglio.

Normativa di riferimento:

art. 170, comma 1, D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

Adempimento: precetti legislativi

Entro il 31 luglio la Giunta presenta al Consiglio il Documento Unico di Programmazione per le “conseguenti deliberazioni”. Anche se, potenzialmente, la convalida consiliare al DUP potrebbe arrivare a stretto giro temporale, quasi sempre la procedura approvativa segna un ulteriore passaggio: entro il 15 novembre, con lo schema di delibera del bilancio di previsione finanziario, la Giunta presenta al Consiglio la Nota di Aggiornamento del Documento unico di programmazione.

Ricordiamo i tratti essenziali del DUP come atto pianificatorio finanziario a carattere generale (presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione) che, negli intendimenti del Legislatore, dovrebbe assurgere a guida strategica ed operativa dell’Ente. Va adottata obbligatoriamente la configurazione a due sezioni: la sezione strategica e la sezione operativa. La prima ha un orizzonte temporale di riferimento pari a quello del mandato amministrativo, la seconda pari a quello del bilancio di previsione. E’ imprescindibile altresì il rispetto di quanto previsto dal principio applicato della programmazione di cui all’allegato n. 4/1 del D.lgs n. 118/2011.

Gli enti locali con popolazione fino a 5.000 abitanti predispongono il Documento unico di programmazione semplificato previsto dall’allegato n. 4/1 del D.lgs n. 118/2011 (paragrafo 8.4).

Attività richiesta al Revisore:

Acquisire l’atto giuntale e sottoporre lo schema di DUP ad una prima valutazione di coerenza ed attendibilità contabile.

E’ forse il momento opportuno per verificare l’adeguatezza del Regolamento di contabilità dal punto di vista della previsione dei casi di inammissibilità e di improcedibilità per le deliberazioni del Consiglio e della Giunta ritenute non coerenti con le previsioni del Documento unico di programmazione.

ENTI DEFICITARI: PRESENTAZIONE CERTIFICATI DI COPERTURA DEI SERVIZI

Invio delle certificazioni, da parte dei Comuni deficitari, delle coperture dei servizi a domanda individuale, di acquedotto e smaltimento rifiuti conformi ai minimi di legge

Normativa di riferimento:

Articoli 242, 243 Tuel,

Decreto Min. Interno 23 aprile 2018

Adempimento: precetti legislativi

Riguardo ai controlli centrali sulla copertura del costo dei servizi, il Ministero dell’Interno, con il Decreto 23 aprile 2018 ha approvato il modello per la certificazione obbligatoria dei Comuni che si trovano in condizioni di deficitarietà strutturale secondo l’articolo 242 del Tuel. Secondo l’ordinamento contabile, sono da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitarie gli Enti locali che presentano gravi e incontrovertibili condizioni di squilibrio, rilevabili da un’apposita tabella, da allegare al rendiconto della gestione, contenente parametri obiettivi dei quali almeno la metà presentino valori deficitari. Questi, riconosciuta la condizione di deficitarietà, sono assoggettati ai controlli centrali in materia di copertura del costo di alcuni servizi (articolo 243 comma 2, del Tuel).

Gli accertamenti ministeriali verificano, mediante riscontro della certificazione, che il costo complessivo della gestione dei servizi a domanda individuale, riferito ai dati della competenza, sia stato coperto con i proventi tariffari ed i contributi finalizzati in misura non inferiore al 36 per cento (a questo fine i costi di gestione degli asili nido sono calcolati al 50% del loro ammontare). Il costo complessivo della gestione del servizio di acquedotto, riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con la tariffa in misura non inferiore all’80%. Gli oneri derivanti dal servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati, sempre riferito ai dati della competenza, deve essere coperto con la tariffa almeno nella misura prevista dalla legislazione vigente.

Rientrano infine nel raggio d’azione dei controlli centrali i Comuni che:

1. pur risultando non deficitari, non hanno presentano il certificato al rendiconto della gestione entro il 31 maggio ovvero non hanno approvato il rendiconto della gestione entro il 30 aprile, sino all’adempimento;

2. hanno deliberato lo stato di dissesto finanziario per la durata del risanamento;

3. fanno ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale.

Attività richiesta al Revisore:

L’Organo di Revisione (assieme al responsabile finanziario e al segretario) deve sottoscrivere i dati, anche se parzialmente o totalmente negativi, entro il termine del 5 luglio fissato per l’invio.